Trentino Alto Adige/Suedtirol

Via al processo per l’uccisione di Amarena, orsa simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo – CRONACA

L’apertura in Antartide del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio segna un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università a Ca’ Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera).

Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell’altopiano antartico.

Avvenuto nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), il trasporto è stato gestito dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell’Ice Memory Sanctuary inaugurato il 14 gennaio 2026: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. 

Un successo che, nel contesto del Decennio d’azione per le scienze della criosfera dell’UNESCO, dimostra la piena efficacia degli sforzi intrapresi per salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro pianeta. L’Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri.

Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell’Unità Tecnica Antartica dell’ENEA e con la collaborazione dell’Istituto Polare Francese (IPEV), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l’impatto della costruzione sull’ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid.

La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l’anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni.

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