via al procedimento davanti al Gup per il caso Fattorie Marchigiane

PESARO – Davanti al Gup di Pesaro si è aperto il procedimento sull’inchiesta per presunta adulterazione di latte e formaggi nello stabilimento di Fattorie Marchigiane, controllata da Cooperlat. L’indagine parte da alcune dipendenti “ribelli” che hanno denunciato quanto sarebbe successo nel ciclo di produzione. Ad aprile 2024 i Nas hanno sequestrato circa 90 tonnellate di latte e 110 tonnellate di prodotti lattiero caseari, oltre che circa 2,5 tonnellate di soda caustica usata come sostanza sofisticante.
I reati contestati
I controlli furono allo stabilimento di Fattorie Marchigiane (controllata dal gruppo Cooperlat) a Montemaggiore al Metauro e a Jesi. L’inchiesta della Procura di Pesaro punta ad accertare l’utilizzo di sostanze sofisticanti e adulteranti nel circuito produttivo di prodotti lattiero-caseari di grande distribuzione. Le indagini sono a carico di 12 persone e 3 società riconducibili a Fattorie Marchigiane. I reati contestati a vario titolo sono frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, falsità materiale. Tra le accuse la vendita ad aziende e grossisti di prodotti con indicazioni infedeli o difformi dal vero in quanto ottenuti con “adulterazione chimica” o “annacquamento” del latte. Secondo l’accusa, ad esempio, le mozzarelle avrebbero contenuto soda caustica e acqua ossigenata. Ci sarebbero stati “riutilizzi” di resi come cagliate “scadute e ammalorate”. Tra le aggravanti anche quella di aver omesso di indicare gli ingredienti anche per i formaggi Dop. Le contestazioni, seppur con distinguo di posizioni, riguardano a vario titolo anche il conferimento di latte non idoneo al consumo umano perché contenente antibiotici e aflatossine. Per l’accusa i prodotti avevano “una carica batterica sopra i valori soglia”. Ieri mattina hanno chiesto di entrare come parti civili le associazioni Codici, Earth e la Coalac di Marino del Tronto. Nella prossima udienza del 15 aprile il giudice deciderà sulla loro ammissione. L’avvocato Fausto Pucillo (per Earth e Codici) ha sottolineato a margine dell’udienza: «Le associazioni chiedono di essere riconosciute come enti esponenziali dei soggetti lesi dalle condotte ipotizzate e un risarcimento a testimonianza della gravità delle attività».
La difesa
Dall’altra parte i legali degli indagati hanno già presentato una perizia. «Non accettiamo – hanno sottolineato a margine Matteo Mattioli e Michelina Marsili – la contestazione della pericolosità dei prodotti per la salute pubblica. La perizia al contrario prova la non nocività dei prodotti e l’assenza di manipolazioni. Non esiste il rischio biologico della compromissione della salute umana». «Esamineremo le costituzioni delle parti civile e decideremo su eventuali riti alternativi, ci sono varie specificità». Hanno anche sollevato delle eccezioni sulle costituzioni di parte civile. Tra i legali anche Paolo Biancofiore, Cinzia Fenici, Filippo Ruggeri.




