via 90 metri di cavi e pure un pickup a Monte Roberto
MONTE ROBERTO La banda dell’oro rosso torna in azione. I ladri hanno preso di mira un capannone agricolo in via Planina, con il tetto coperto di pannelli fotovoltaici. Sono entrati in azione nei giorni scorsi dopo aver atteso che in zona non ci fosse più nessuno. Hanno tagliato il lucchetto del cancello esterno (presumibilmente servendosi di una mola) e dopo aver razziato il rame, sono fuggiti a bordo di un pickup Isuzu color sabbia con cui hanno trafugato il bottino: quattro cavi elettrici da 90 metri, che collegavano la cabina elettrica all’impianto fotovoltaico.
La refurtiva
Peso stimato: dai 100 ai 2500 kg, per un valore che si aggira sui 30mila euro per via del rame che scorre dentro i cavi. Ma il bottino della banda è ben più cospicuo, visto che sono scappati a bordo dell’autocarro (valore 7mila euro) che aveva a bordo anche tre motoseghe Husqvarna e un decespugliatore marca Hitachi, oltre a documenti con i dati sensibili del proprietario. Insomma, un raid che sfiora i 40mila euro tra tutto. È stato proprio lui, Claudio Cesaroni, 45 anni di San Severino, ad accorgersi del furto il mattino successivo e lanciare l’allarme. «Mi sono accorto che il cancello della recinzione esterna era semiaperto e il lucchetto era tagliato – ha riferito ai carabinieri – il muletto e il trattorino che tengo all’interno del capannone erano invece all’esterno. Mi sono insospettito: ho controllato e notato che tre pozzetti di ispezione erano sollevati». Dall’interno erano stati tagliati quattro cavi elettrici di collegamento tra la cabina elettrica e l’impianto sul tetto. Per trascinarli via i ladri avevano usato il trattorino e il muletto, trovati per quella ragione all’esterno del capannone. «Ho anche notato – aggiunge Cesaroni – che, presumibilmente con un piede di porco, avevano forzato due porte laterali, una piccola e una più grande, dove passano i mezzi e portato via un autocarro Isuzu», mezzo con il quale i banditi sono scappati facendo perdere le proprie tracce. Il titolare del capannone agricolo ha sporto denuncia ai Carabinieri della Stazione di Maiolati Spontini, che hanno avviato le indagini per furto aggravato.
La ricostruzione
Con ogni probabilità ad agire sono state più persone: una banda ben organizzata e specializzata in questo genere di razzie. La compagna del titolare, Cristina Marcucci, ha anche lanciato un appello sui social affinché chi avvista il pickup color sabbia si faccia vivo e li aiuti a ritrovarlo. Un appello condiviso da tante persone. E mentre le ricerche continuano, c’è anche il rischio che quegli arnesi possano servire per commettere altri colpi.