Lazio

vertice storico tra Viminale, Prefettura e Questura

Non più semplici “vigili” confinati alla gestione del traffico, ma perni fondamentali di un sistema di sicurezza integrato che unisce il centro della Capitale ai comuni più remoti dell’hinterland.

È questo il messaggio emerso dalla prima Conferenza Provinciale con i Comandanti delle Polizie Locali, svoltasi ieri presso la Scuola Superiore di Polizia.

Un vertice storico che ha messo allo stesso tavolo il Viminale, la Prefettura e la Questura per definire una nuova strategia di controllo del territorio.

Il riconoscimento del Viminale: “Patrimonio insostituibile”

Ad aprire i lavori è stato un indirizzo del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha voluto rendere omaggio alla funzione sociale e operativa dei caschi bianchi.

Per il titolare del Viminale, la conoscenza capillare di ogni strada e il rapporto diretto con i cittadini rappresentano un “patrimonio insostituibile” per intercettare precocemente segnali di conflittualità e degrado.

Piantedosi ha inoltre confermato l’impegno del Governo per una riforma ordinamentale del settore: l’obiettivo non è snaturare l’identità territoriale delle Polizie Locali, ma potenziarne la proiezione operativa all’interno della grande macchina della pubblica sicurezza.

Il Modello Roma: dalla gestione dell’ordine ai Grandi Eventi

Il Questore di Roma, nel suo intervento, ha tracciato la rotta: l’esperienza maturata all’interno del Raccordo Anulare deve diventare uno standard per l’intera provincia. Il coordinamento non sarà più episodico ma sistematico, seguendo un doppio binario:

Sicurezza Tecnica: Integrazione delle competenze per la gestione dell’ordine pubblico.

Prevenzione Urbana: Utilizzo della rete capillare della Polizia Locale come “sentinella” per orientare l’azione delle forze statali.

Durante la sessione tecnica, i comandanti hanno analizzato i case study che hanno reso Roma un laboratorio a cielo aperto: dai funerali di Papa Francesco all’intronizzazione di Papa Leone XIV, fino alla gestione complessa del Giubileo “Spes non confundit”.

In queste occasioni, la capacità di fusione tra la sicurezza urbana (competenza locale) e la sicurezza pubblica (competenza statale) è stata la chiave per il successo delle operazioni.

Verso un flusso informativo univoco

Il workshop si è concentrato anche sulle “best practice” amministrative.

L’obiettivo è rendere le polizie locali protagoniste anche sul fronte della prevenzione giudiziaria e amministrativa, specialmente nei controlli sulle licenze commerciali e nelle istruttorie per provvedimenti interdittivi.

Un flusso informativo costante dovrà ora legare ogni comando della provincia alla Questura, garantendo che nessun segnale di allarme resti isolato, sia che provenga dai rioni del centro che dai piccoli comuni della provincia.

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