Calabria

Vertenza Konecta di Crotone, Tomaino (Confial): l’occasione mancata al Ministero e il dramma dei 70 lavoratori “invisibili”

L’atteso tavolo tecnico presso il Ministero del Lavoro si è concluso con un nulla di fatto, lasciando aperto il baratro della precarietà per decine di famiglie. Quello che doveva essere il momento della svolta per il progetto di digitalizzazione in Calabria si è trasformato, nelle parole del segretario provinciale Confial Fabio Tomaino, in un’”occasione mancata” che rinfocola l’angoscia di chi da anni lotta per il diritto alla stabilità.

I 70 “fantasmi” della digitalizzazione

Al centro della protesta resta il destino di oltre 70 lavoratori, gli ex LAP, che sembrano essere stati cancellati dall’agenda politica. Nonostante siano diventati un ingranaggio essenziale della filiera produttiva, questi lavoratori continuano a vivere in un limbo normativo: dopo la mancata stabilizzazione del dicembre 2024 e i contratti a termine del 2025, la nuova scadenza del 18 maggio incombe come una mannaia. “Trattati come fantasmi”, denuncia Tomaino, sottolineando come queste persone abbiano già pagato un prezzo altissimo in termini di incertezza professionale e personale.

Ammortizzatori sociali: sviluppo o parcheggio?

La critica della Confial investe direttamente la gestione della Cassa Integrazione Straordinaria. Il sindacato avverte: lo strumento non può e non deve diventare un “parcheggio” per rimandare i problemi. La Cig ha senso solo se inserita in una visione industriale chiara che punti al rilancio e alla creazione di lavoro vero. Sotto accusa finisce la tenuta industriale del progetto: è lecito affidare il futuro dell’hub della digitalizzazione a chi, finora, ha collezionato ritardi, inattività e ferie forzate?

La denuncia: “Fondi pubblici e responsabilità coperte”

Il tono si fa duro quando si parla di controlli e trasparenza. Il sindacato annuncia una battaglia legale e formale: “Denunceremo i responsabili di questo fallimento”. Secondo Tomaino, le criticità segnalate fin dall’estate 2025 sono state ignorate o peggio, “coperte” da chi avrebbe dovuto vigilare. Il monito è chiaro: i fondi pubblici destinati alla Calabria devono produrre economia reale e occupazione stabile, non essere dispersi in una gestione inefficiente.

Verso il confronto con la Regione Calabria

Nonostante la delusione romana, il dialogo istituzionale riparte dal territorio. Dopo l’incontro con il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, si è aperta una luce sulla possibilità di un confronto diretto con il Presidente della Regione Calabria nei prossimi giorni. L’obiettivo è trasformare i termini “risanamento” e “rilancio” da semplici slogan a contenuti concreti.

Resta viva la memoria delle piazze gremite del 2024, quando i lavoratori dell’ex Abramo Customer Care rivendicavano dignità. Da quel grido nacque l’idea ambiziosa di un hub nazionale della digitalizzazione. Una sfida che oggi, tra angoscia e speranza, attende ancora di essere vinta per non tradire i “figli di questa terra”.


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