Verso Sampdoria – Venezia, le parole di Lombardo

Genova. Tanta emozione negli occhi e nelle parole di Attilio Lombardo, alla prima conferenza da primo allenatore della Sampdoria e atteso a una prova di certo non facile domani sera alle 19:30. Il match contro la prima della classe Venezia non è certo il miglior benvenuto per un allenatore che dovrebbe essere ad interim, ma che invece spera di essere confermato per tutte e nove le partite che restano.
“L’emozione è tanta, è logico che guidare squadra del cuore per la prima volta mi porta più responsabilità, mi sembra di essere tornato come un ragazzino a scuola − spiega in conferenza stampa − anche se difficoltà che si possono incontrare a scuola sono minori di quelle che stiamo affrontando noi ora. Comunque l’emozione svanirà al fischio d’inizio”.
Lombardo era qui anche l’anno scorso nel finale di campionato in coppia con Evani. Quest’anno in realtà sembrava che la Sampdoria potesse fare un fine stagione più tranquillo dopo il filotto di risultati utili consecutivi, invece no: “Quando si arriva a un riaggiornamento della guida tecnica è difficile dare spiegazioni. Non voglio paragonare questa esperienza con quella dell’anno scorso. Parto dal fatto che l’anno scorso eravamo retrocessi e non eravamo riusciti a fare il miracolo che tutti si aspettavano. Oggi ho nove partite per testare veramente quanto questi ragazzi possono e vogliono avere per arrivare a concludere molto prima il discorso salvezza. Voglio pensare che nove partite possano essere sufficienti per arrivare alla salvezza, ma lo possono essere se noi lo vogliamo. Non ho mai dato peso alla mia carriera, ma mi porto dietro tante nozioni non solo del campo, ma anche della mentalità, del cuore, dell’identità e dell’essere umili”.
Lombardo sottolinea che prima di arrivare da Cremona non era sampdoriano: “Poi mi è entrata nel dna. La storia è di tutti, ma voglio che abbia un lieto fine. Ai ragazzi ho detto che questo è un libro ancora sporco e dobbiamo schiarire le pagine e l’unico che può aiutarci, l’unico giudice è il campo. Noi siamo colpevoli e io voglio diventare innocente, insieme a loro. Dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo per la salvezza, step by step. Mi lamenterò solo se ragazzi non metteranno cuore e determinazione“.
Le difficoltà di un avversario forte come il Venezia si inseriscono nelle difficoltà ambientali: “Io non voglio fare nessun appello. Ho 60 anni, sono arrivato qui a 23, poi ho fatto esperienze fuori e sono tornato. Posso dire che finché la squadra darà tutto, la gente sopporterà questa squadra. Non ho paura del Venezia, può darsi che sarà una partita di sofferenza, hanno un allenatore preparato che conosco benissimo, vivevamo in paesi a tre chilometri di distanza. Giocano da Serie A, ma a me interessa quanto veramente vogliamo fare un risultato positivo. Poi tra il risultato e la prestazione ci passa il Venezia. Loro faranno più possesso palla, ma noi l’abbiamo preparata in due modi. Vorrei che l’interpretazione sia portata sul campo in modo che possa essere decisiva positivamente per noi”.
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