Verso la tutela (grazie agli abitanti)
Gentili lettori, ecco la cronistoria dell’incredibile vicenda:
Con una Convenzione Urbanistica risalente al 2018, nasceva il Quartiere Prampolini, e il Dipartimento Valorizzazione Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale ne consegnava tutte le opere pubbliche primarie e secondarie, salvo i ruderi presenti nell’omonimo Parco.
Lo stesso Dipartimento di cui sopra, convocava (dic. 2019) per la consegna dei beni archeologici la Sovrintendenza Capitolina, che però rifiutava tale consegna, confermando ciò nel 2020, poiché «…il loro stato era tale che per la loro valorizzazione sarebbe stato necessario impegnare fondi non disponibili» … Di conseguenza il Dipartimento Valorizzazione invitava il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica (con nota del dic. 2020, da allora rimasta inevasa secondo quanto dichiarato) a “riscontrare” urgentemente la Sovrintendenza Capitolina, per superare lo stallo operativo.
Da allora però né la Sovrintendenza, né il Dipartimento Programmazione, né alcun altro Ufficio di Roma Capitale, si è curato dei ruderi del Parco, che frattanto hanno subìto un’ulteriore rovina!
Al degrado sopra descritto si collegavano fenomeni di bivacco all’interno dei ruderi, favoriti dal trancio di una delle reti di protezione, col rischio anche di danni a persone. La Polizia Locale (Gruppo V Casilino) convocava per il 2 aprile 2025 gli Uffici Pubblici interessati, per un sopralluogo congiunto, ma all’incontro – secondo quanto dichiarato dal Dipartimento Valorizzazione Patrimonio e Politiche Abitative – <<…non si presentavano né il Dipartimento Attuazione Urbanistica, né la Sovrintendenza Capitolina>> …! Seguivano solleciti della Polizia locale, ad aprile e a luglio 2025.
Ad ottobre 2025 un cittadino scriveva al Comune, alla Sovrintendenza Capitolina e ad altri soggetti Pubblici locali, perché intervenissero sullo stato di abbandono dei ruderi (assediati da alberi spontanei con rischio di ulteriore rovina, crollo del tetto di uno di essi, lampade di illuminazione monumenti spente da anni e non sostituite, ecc.). Al grido si associava “ITALIA NOSTRA”, con comunicato pubblicato su questo giornale.
Vista l’assenza di riscontri, il 9 gennaio 2026 quel cittadino sollecitava delle risposte, e il 26 gennaio il Dipartimento Valorizzazione Patrimonio e Politiche Abitative scriveva convocando i Soggetti pubblici interessati ad una nuova riunione per il 4/02/2026 alle ore 10 presso il Parco Prampolini.
All’incontro si presentavano anche degli abitanti del Quartiere, ovviamente interessati alla tutela dei ruderi: essi chiedevano di partecipare alla riunione, invocando il principio della trasparenza, ma venivano invitati a restarne fuori, con la laconica spiegazione che avrebbero ricevuto subito comunicazione verbale dell’esito.
La riunione si chiudeva, secondo quanto in effetti comunicatoci dai partecipanti (Responsabili di Roma Capitale, Sovrintendenza e Polizia Locale), con la decisione della consegna dei ruderi alla Sovrintendenza.
Considerazioni finali:
Si sblocca l’iter per porre rimedio a uno stallo inaccettabile, e al conseguente degrado e abbandono di beni pubblici: una brutta vicenda di ordinaria burocrazia… La Sovrintendenza Capitolina finalmente ha “accettato” la presa in consegna dei ruderi, ma -anche alla luce di ciò- è legittimo considerare che si sarebbe potuto prenderli o farli prendere in carico molto prima, invece di lasciarli in rovina per anni…!
Rispetto a tale vicenda è altrettanto legittimo osservare la sostanziale assenza, almeno nei tempi più recenti, dei Rappresentanti politici locali (Comune e Municipio V, sia Maggioranze che Opposizioni).
Come cittadini, monitoreremo l’evoluzione di questo caso, perché il bene pubblico … E’ NOSTRO … !!
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