Marche

Verrocchio, il Comune di Ancona contro la ditta. Ritardi e mancati incassi, il sindaco Silvetti: «Chiederemo i danni»


ANCONA Assume sempre più il sapore di un legal drama la vicenda dell’autostazione Verrocchio, il cantiere di Flaminia che – come anticipato dal Corriere Adriatico – è incappato nella seconda rescissione del contratto con la ditta appaltatrice in 30 anni di (dis)onorata carriera. E ora che lo spettro di una incompiuta si fa concreto, il Comune affila le armi. «Chiederemo i datti alla ditta che si stava occupando dei lavori» anticipa il sindaco Silvetti. Per il quale, ormai, la prospettiva di un contenzioso in tribunale è praticamente una certezza.

I precedenti

Del resto, già l’impresa (il Consorzio Rennova di Teramo) aveva fatto sapere di essere pronta a chiedere 1,5 milioni al Comune già all’indomani dell’annuncio della rescissione del contratto. Una decisione maturata da Palazzo del Popolo dopo che i lavori si erano bloccati a maggio scorso per un contenzioso sui corrispettivi con la ditta nonostante fossero già in ritardo di 2 anni sulla consegna prevista originariamente. Alla rescissione, che ancora non è avvenuta formalmente, stanno lavorando i tecnici degli uffici comunali. Intanto, Silvetti prospetta già il futuro. E spiega anche perché porterà in tribunale Rennova: «Chiederemo i danni non solo per i ritardi ma anche per tutti i potenziali guadagni che sono andati perduti vista la mancata consegna».

Il park

Parla, in particolare, dei mancati incassi del park da 250 posti auto che dovrebbe sorgere sopra l’autostazione per la fermata dei bus extraurbani in arrivo da Nord. Duecentocinquanta stalli che avrebbero fruttato una discreta cifra di denaro ogni giorno: anche ipotizzando un ticket da park scambiatore come agli Archi, parleremmo di 500 euro al giorno. Per due anni di ritardi, quindi 730 giorni, siamo ben oltre i 360mila euro. Solo per questa voce qui. Poi ci sono i danni di immagine, visto che questo è il secondo stop per il cantiere (il primo contratto con la Salini Costruzioni fu rescisso nel 2006) e l’amministrazione ora dovrà fare i salti mortali per evitare l’incompiuta. L’idea è quella di far scorrere la graduatoria, cercando tra le ditte che arrivarono dietro Rennova una che voglia prendere in mano il cantiere. Insomma, tempi biblici.




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