Vent’anni fa tentò di avvelenare un’anziana per l’eredità, oggi è a processo per aver circuito un ex carabiniere in pensione

Genova. Oltre vent’anni fa, nel 2004, era stata accusata e poi condannata per aver aver avvelenato un’anziana, ex maestra in pensione, per impossessarsi dell’eredità. In primo grado aveva preso 16 anni per tentato omicidio, poi derubricato in lesioni aggravate. Oggi la stessa donna, che ha 78 anni, è a processo per circonvenzione di incapace.
Vittima della circonvenzione è un 95enne ex carabiniere. L’anziano, che per anni aveva fatto l’operaio alla Fiat, era tornato dopo la pensione nel suo paese d’origine, Cicagna. E’ solito frequentare la caserma e chiacchierare con i militari della stazione. Poi a un certo punto comincia a farsi vedere sempre meno. Il comandante della stazione si insospettisce. Lo vede diverse volte in compagnia di una signora e gli chiede informazioni. Lui spiega che quella donna gli fa compagnia e cucina per lui. Anche altri amici e conoscenti dell’anziano si accorgono che il 95enne non esce praticamente più di casa: non va più al bar, né a comprare il giornale.
Così il comandante della stazione Alessandro Latino comincia a fare qualche ricerca e scopre che l’accompagnatrice dell’anziano è Maria Carla Sambuceti, condannata appunto per aver cercato, in concorso con altri tra cui la figlia, di avvelenare una vecchietta a Castiglione Chiavarese con il farmaco En, un ansiolitico a base di delorazepam.
I carabinieri di Cicagna chiedono e ottengono dalla pm Sabrina Monteverde l’apertura di un’indagine e scoprono che dal conto del novantacinquenne è partito un bonifico di 200mila euro a un altro conto di Sestri Levante. E scoprono che i due sono in procinto di sposarsi. Chiedono conferma al sindaco e trovano la pubblicazione del matrimonio. E sono convinti che la donna punti alla pensione di reversibilità e a ereditare i beni dell’anziao.
Poi, il 17 dicembre 2024, il giorno prima del matrimonio, l’anziano cambia idea: non vuole più sposarsi e chiede aiuto ai carabinieri di Cicagna. Loro lo accolgono e lo ascoltano come persona offesa. Lui è molto lucido ma scelgono comunque precauzionalmente di coinvolgere gli assistenti sociali e una psicologa. L’anziano viene sottoposto anche ad alcuni esami e nel sangue trovano tracce di EN, anche se non in dosi massicce.
Alla donna nel marzo del 2025 viene applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’anziano e lei si trasferisce dalla figlia. Adesso per lei è in corso il processo per circonvenzione di incapace. L’anziano è assistito da alcune badanti e da un amministratore di sostegno. Oggi in udienza sono stati sentiti diversi testimoni, tra cui il sindaco di Cicagna Marco Limoncini, il medico del 95enne e il maresciallo di Cicagna che ha condotto le indagini.




