venivano narcotizzati senza prescrizione medica
Un’indagine lunga e meticolosa, il GIP di Velletri ha firmato un provvedimento che interrompe ogni contatto tra alcune operatrici e gli anziani ospiti in una casa di riposo privata nella località di Grottaferrata, alle porte di Roma.
La decisione, nata da mesi di accertamenti, non segue gli arresti domiciliari chiesti inizialmente dal PM, ma punta a garantire subito la protezione dei pazienti più fragili.
Un protocollo di crudeltà
Le indagini dei Carabinieri del NAS hanno svelato un mondo inquietante, fatto di abusi sistematici e routine violente. Gli anziani venivano legati alle sedie a rotelle per ore, lasciati nei letti senza possibilità di scendere, ignorati nelle richieste più elementari come andare in bagno.
Per sopprimere lamentele e richieste, alcune operatrici somministravano farmaci narcotizzanti senza alcuna prescrizione medica, annullando ogni forma di protesta o resistenza.
Ma la notte era ancora più spietata: molti ospiti venivano abbandonati senza sorveglianza, lasciati soli fino al mattino successivo.
Le misure cautelari
Oggi il giudice ha deciso di agire con fermezza: le indagate non possono più entrare nel Comune di Grottaferrata e sei di loro sono state interdette temporaneamente dall’esercizio della professione socio-assistenziale.
Altri cinque soggetti collegati alla gestione della struttura sono ancora sotto indagine, mentre gli inquirenti valutano eventuali responsabilità della proprietà per la mancata vigilanza.
Dietro le mura della struttura
Quello che emerge dalle indagini è un quadro fatto di insulti, maltrattamenti fisici e psicologici, una routine quotidiana che ha trasformato le mura di un luogo destinato alla cura in uno spazio di paura e sofferenza. Ora, la priorità resta proteggere gli anziani e assicurare che simili abusi non abbiano più luogo.
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