Veneto

Veneziano scivola cercando vischio, il cugino tenta di aiutarlo: precipitano in due in montagna


Intervento di soccorso con elicottero

Veneziano scivola cercando vischio, il cugino tenta di aiutarlo: precipitano in due in montagna
La Voce di Venezia

Due cugini di 60 e 55 anni hanno perso la vita ieri pomeriggio in un incidente nei boschi sulle vette carniche di Enemonzo, in provincia di Udine, mentre raccoglievano vischio in vista delle festività natalizie. Mauro Darpin, veneziano residente a Portogruaro, e Sandro Valent, originario di Enemonzo ma domiciliato a Udine, sono precipitati per decine di metri in un canalone impervio tra la località montana e la frazione di Quinis, attorno alle 12.30-13. Il dramma si è consumato davanti a un terzo cugino, che li accompagnava durante l’escursione.

I tre cugini avevano iniziato la camminata nel comune di Enemonzo, dirigendosi verso una zona boschiva al di là del greto del Tagliamento. L’obiettivo era raccogliere rametti di vischio, tradizione diffusa nel Nordest del Paese in questo periodo dell’anno. Approfittando del sole e di una temperatura mite, i tre si erano spinti in una parte dei boschi non segnalata, percorrendo un terreno ripido e coperto da foglie umide e sassi. La zona, poco battuta, presenta un alto rischio di scivolata, soprattutto in assenza di attrezzatura adeguata, come nel caso dei cugini, che indossavano calzature da ginnastica e non disponevano di dispositivi di sicurezza.

Secondo le prime ricostruzioni, mentre camminavano fuori dai sentieri, uno dei due cugini si sarebbe appoggiato a un ramo che ha ceduto, facendolo precipitare nel canalone. Il secondo, probabilmente nel tentativo di capire la situazione o di prestare soccorso, si è affacciato e ha subito la stessa sorte. Il terzo cugino, che si trovava qualche metro più indietro, ha assistito alla caduta dei parenti e ha immediatamente allertato i soccorsi, scendendo a piedi lungo il percorso appena seguito.

La chiamata è arrivata intorno alle 13.30 alla centrale operativa della Sores, che ha attivato la stazione di Forni Avoltri del soccorso alpino. La vicinanza di un elicottero già impegnato in un’esercitazione sul monte Zoncolan ha consentito un intervento immediato. A bordo del mezzo si trovavano due tecnici del soccorso alpino e un medico, che, ricevute le coordinate, si sono diretti sul luogo dell’incidente. Dopo il sorvolo della zona, i tecnici sono stati calati con il verricello fino ai corpi dei due uomini, constatandone il decesso a causa delle gravi ferite riportate durante la caduta.

Le operazioni di recupero sono proseguite nel pomeriggio, con la collaborazione della Guardia di Finanza e dei vigili del fuoco di Tolmezzo. Una volta ottenuto il nullaosta dalla Procura di Udine, basato sulla relazione dei carabinieri, i soccorritori hanno completato il recupero delle salme. Il trasferimento a valle è stato effettuato con due successivi voli dell’elicottero, che hanno riportato a valle prima i corpi e successivamente l’equipaggio di soccorso. Le salme sono state infine condotte all’obitorio dell’ospedale di Tolmezzo.

Secondo quanto riferito dai soccorritori, l’area in cui si è verificato l’incidente è caratterizzata da pendenze ripide e terreno scivoloso, in parte coperto da foglie e detriti. Le condizioni meteorologiche non hanno giocato un ruolo determinante: la giornata era soleggiata e non vi erano ghiaccio o neve nel punto dell’incidente. Il rischio di scivolare era elevato a causa dell’inclinazione del terreno e dell’umidità accumulata dalle recenti piogge.

Il terzo cugino, testimone dell’accaduto, ha fornito le prime indicazioni ai soccorritori, consentendo un intervento rapido e coordinato. La dinamica dell’incidente è stata confermata dalle successive indagini sul luogo: la prima caduta è avvenuta quando il ramo si è spezzato sotto il peso di Valent, seguito da Darpin, che si era avvicinato nel tentativo di soccorrerlo. Il terzo escursionista ha assistito impotente alla scena, restando illeso ma sotto choc.

Le vittime erano conosciute nelle rispettive comunità. Mauro Darpin era dipendente dell’Inps e aveva coltivato fin da giovane la passione per la musica, in particolare il sassofono, partecipando a diverse band locali. Lascia un fratello residente in Svizzera. Sandro Valent era residente a Udine e originario di Enemonzo, paese in cui le famiglie delle vittime mantengono legami stretti. La comunità locale si è stretta attorno ai parenti in un momento di grande dolore.

L’incidente mette in luce i rischi insiti nelle escursioni non organizzate in terreni impervi e poco battuti, anche in giornate climaticamente favorevoli. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di dotarsi di attrezzatura adeguata e di prestare attenzione alle condizioni del terreno, soprattutto in prossimità di canaloni e dirupi. La tragedia avvenuta sulle montagne della Carnia rappresenta un monito sulla fragilità dei percorsi naturali quando affrontati senza precauzioni.

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