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Venezia, lotteria pasquale illegale in un chiosco di Piazzale Roma: scattano multe e sanzioni

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Alzi la mano chi, bevendo un caffè al bar, non ha mai giocato 2 euro scrivendo il proprio nome sul tabellone su cui verrà estratto il primo numero della ruota di Venezia che assegnerà un maxi-uovo di Pasqua da un metro e mezzo. Ebbene, forse non lo sapevate, ma quel gioco era illegale.

Il brusco ritorno alla realtà e alla legalità è avvenuto con un controllo della Polizia Locale di Venezia che ha portato alla scoperta di una serie di irregolarità in un chiosco situato nei pressi di Piazzale Roma. L’intervento, effettuato dagli agenti del Nucleo Attività Produttive del Centro Storico e Isole, era finalizzato alla verifica del rispetto delle normative commerciali, igienico-sanitarie e di sicurezza. Durante il sopralluogo è emerso un quadro complessivo di violazioni che riguardano diversi ambiti, dalla somministrazione abusiva di alimenti e bevande fino all’organizzazione, appunto, di una lotteria a pagamento non autorizzata.

Le verifiche sono scattate dopo che gli agenti hanno notato all’esterno dell’attività materiale promozionale relativo a una lotteria pasquale. Il cartellone pubblicitario, affisso in vetrina, invitava i clienti a partecipare all’iniziativa con estrazione fissata per il 7 marzo. Il primo premio previsto era un grande uovo di cioccolato del peso di circa dieci chilogrammi. Seguivano altri premi alimentari, tra cui due uova di dimensioni più piccole, una colomba pasquale e alcune ceste contenenti vino e altri prodotti gastronomici.

Secondo quanto ricostruito durante il controllo, la partecipazione alla lotteria avveniva tramite l’acquisto di biglietti dal costo di 3,50 euro ciascuno. Proprio il collegamento con le estrazioni del Lotto ha fatto emergere il primo e più rilevante profilo di illegalità. La normativa italiana stabilisce infatti che i giochi, le lotterie e le scommesse collegati alle estrazioni del Lotto possano essere organizzati esclusivamente dallo Stato, tramite l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel caso accertato dagli agenti, invece, l’iniziativa era stata organizzata autonomamente dal gestore del chiosco, senza alcuna autorizzazione. L’organizzazione di giochi o lotterie non autorizzati, soprattutto se collegati a giochi pubblici gestiti dallo Stato, può configurare violazioni amministrative e, in determinate circostanze, anche di natura penale.

L’irregolarità legata alla lotteria si è rivelata però solo una parte delle criticità riscontrate nel corso del sopralluogo. Gli agenti hanno infatti verificato che all’interno del chiosco venivano somministrati alimenti e bevande senza la necessaria autorizzazione amministrativa. In pratica l’attività preparava e vendeva prodotti destinati al consumo sul posto pur non disponendo dei titoli richiesti dalla normativa per questo tipo di servizio.

Durante il controllo è stata inoltre accertata la vendita di bevande alcoliche servite in calici di vetro in un’area pubblica. Anche questa pratica è risultata non conforme alle disposizioni vigenti, poiché la somministrazione di alcolici richiede una specifica licenza. La legge 125 del 2001, che disciplina la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche, prevede per queste violazioni sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 12 mila euro.

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Ulteriori verifiche hanno riguardato la documentazione sanitaria dell’attività. Gli agenti hanno accertato che il chiosco era privo dell’autorizzazione sanitaria necessaria per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie nella manipolazione e nella vendita di alimenti e bevande. Si tratta di un requisito fondamentale per tutte le attività che operano nel settore della ristorazione o della somministrazione di cibo, poiché certifica il rispetto delle procedure di sicurezza alimentare e tutela la salute dei consumatori.

All’interno del chiosco è stato inoltre individuato un impianto di spillatura di bevande alcoliche che risultava privo delle indicazioni obbligatorie relative ai prodotti erogati. In particolare mancavano le informazioni sulla tipologia della bevanda, sulla denominazione e sulla gradazione alcolica, elementi che la normativa richiede per garantire trasparenza e corretta informazione ai clienti.

Le verifiche si sono estese anche agli spazi esterni dell’attività. Gli agenti hanno riscontrato alcune occupazioni abusive di suolo pubblico, con strutture e allestimenti collocati all’esterno del chiosco senza le necessarie autorizzazioni. Sono stati inoltre individuati cartelloni pubblicitari e schermi a LED utilizzati per finalità promozionali privi dei titoli autorizzativi previsti dal regolamento comunale.

Nel corso del sopralluogo è emersa anche una criticità legata alle condizioni di sicurezza del locale. All’interno del chiosco era infatti presente un estintore che non risultava sottoposto alla revisione periodica obbligatoria. La manutenzione regolare dei dispositivi antincendio è un requisito fondamentale per garantire la sicurezza di lavoratori e clienti e la mancata revisione rappresenta una violazione delle norme in materia di prevenzione.

Al termine delle verifiche il Nucleo Attività Produttive della Polizia Locale ha contestato le diverse violazioni riscontrate e avviato i procedimenti sanzionatori previsti dalla normativa. Il quadro complessivo emerso dal controllo è stato definito particolarmente grave, poiché coinvolge aspetti commerciali, sanitari, di sicurezza e di ordine pubblico.

L’assessora comunale alla Sicurezza Elisabetta Pesce ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti della Polizia Locale, sottolineando che i controlli sul territorio rappresentano uno strumento essenziale per garantire il rispetto delle regole e la tutela dei cittadini.

Anche l’assessore al Commercio Sebastiano Costalonga ha evidenziato l’importanza delle verifiche nelle attività commerciali della città. Secondo l’amministrazione comunale, il rispetto delle normative nel settore del commercio è indispensabile per tutelare i consumatori e assicurare condizioni di concorrenza corrette tra gli operatori economici. L’amministrazione ha ribadito inoltre che Venezia, in particolare nelle aree più frequentate come Piazzale Roma, non può tollerare attività che operano al di fuori delle regole.


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