«Veneti massa di ubriaconi». Zaia e Scatto infuriati
“Se un uomo dello spettacolo per fare satira deve arrivare a offendere, come artista evidentemente non vale molto. Le parole di Enrico Brignano contro i Veneti definiti ubriaconi sono semplicemente false ed offensive. Una vergogna in diretta nazionale. A danno, come sempre, dei Veneti: un Popolo silenzioso, che lavora, che non disturba, che produce”. Queste le dichiarazioni, a caldo, della Presidente della Sesta commissione del Consiglio regionale Francesca Scatto.
Ma, subito, anche al presidente Zaia sono girate le scatole: «A me non ha fatto sorridere» – ha dichiarato il presidente della Regione Veneto – «Non so se questa si può definire satira. L’ho trovata offensiva nei confronti dei veneti». Il governatore ha scelto toni duri e diretti, a conferma di quanto il tema lo abbia toccato sul piano personale e istituzionale. «I veneti – ha aggiunto – non meritano simili etichette. Siamo una comunità che lavora, che produce e che contribuisce in modo determinante al Pil nazionale. Le offese non fanno ridere, soprattutto quando colpiscono un intero popolo».
Cos’ha detto Brignano sui Veneti?
Tutto nasce da una battuta infelice del comico romano a “Domenica In” che ha girato e poi si è trasformata in un boomerang trasformandosi in un caso politico e mediatico che infiamma il Veneto e divide l’opinione pubblica nazionale. Durante la trasmissione condotta da Mara Venier su Rai 1, il comico romano ha ricordato il suo spettacolo del 2010 “Sono romano ma non è colpa mia” che, visto il grande successo ha toccato anche l’Arena di Verona, in cui, parlando del clima politico dell’epoca, ha definito i veneti «una massa di ‘mbriaconi». Un commento accolto con una risata dalla conduttrice, ma che non ha fatto affatto sorridere il governatore Luca Zaia né buona parte della classe politica regionale.
Il riferimento di Brignano era puntato verso un “popolo che ce l’aveva sempre duro, perché l’alcol fa questo effetto” ha immediatamente riportato alla memoria le polemiche scoppiate dieci anni fa con Oliviero Toscani, che durante un’intervista a “La Zanzara” aveva definito i veneti «ubriaconi». Allora come oggi, il mondo politico e istituzionale della regione ha reagito compatto, denunciando un atteggiamento giudicato offensivo e discriminatorio.
La polemica è esplosa soprattutto sui social, dove molti cittadini veneti hanno espresso indignazione. Zaia ha voluto sottolineare che l’ironia non può tradursi in un pregiudizio: «Il confine tra satira e insulto esiste. Qui non si è trattato di far ridere, ma di colpire gratuitamente un’intera comunità».
Alle parole del governatore hanno fatto eco quelle dell’assessore regionale Roberto Marcato, che ha affidato a un video la sua replica: «Cara mamma Rai, ti ricordo che a pagare il canone sono anche i veneti. E a pagare le tasse che tengono in piedi questo Paese sono i veneti che si alzano presto per andare a lavorare, non certo quelli che passano le giornate in osteria».
Dura la presa di posizione di Francesca Scatto, presidente della Sesta commissione: «Se un uomo di spettacolo per fare satira deve arrivare a offendere, come artista evidentemente non vale molto. Le parole di Brignano sono false e offensive, una vergogna in diretta nazionale. I veneti sono un popolo che lavora, che produce e che non disturba. Non meritano simili etichette. Prima di mettere piede in Veneto, Brignano dovrebbe chiedere scusa alla nostra gente».
Il caso ha inevitabilmente riacceso il dibattito sul ruolo della Rai e sul confine tra comicità e discriminazione. Molti esponenti politici hanno sottolineato che la tv pubblica dovrebbe garantire rispetto e attenzione, evitando di trasformarsi in megafono di stereotipi che feriscono comunità intere.
Mara Venier, che in diretta aveva cercato di ridimensionare il siparietto con un sorriso e un rapido cambio di argomento, non ha per ora commentato ulteriormente. Ma il pubblico sembra diviso: c’è chi liquida la frase come una semplice battuta e chi, invece, condivide l’indignazione delle istituzioni venete.
Resta il fatto che le parole di Brignano hanno scatenato una tempesta politica che non si spegne. Per Luca Zaia l’episodio rappresenta un’occasione per ribadire l’orgoglio e la dignità dei veneti, che non accettano di essere descritti attraverso luoghi comuni. «Il rispetto viene prima di tutto» ha concluso il governatore. «E non si tratta di non avere senso dell’umorismo. Si tratta di non tollerare chi trasforma i veneti in caricature da barzelletta. Non è satira, è offesa. E noi non stiamo zitti».
Con queste parole, Zaia ha voluto chiudere la questione almeno sul piano personale, ma non è escluso che la polemica possa avere ulteriori sviluppi. L’intervento di consiglieri e assessori lascia intuire che la vicenda potrebbe approdare anche in sede parlamentare, con interrogazioni sul ruolo della Rai e sulla responsabilità editoriale dei suoi programmi.
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