Calabria

Venerdì e domenica al teatro Cilea di Reggio la “Tosca” diretta da Arlia


Sarà la Tosca, la quinta delle dodici opere composte da Giacomo Puccini, a riempire venerdì 27 alle 21 (la prima) e domenica 29 alle 17.30, con la potenza emotiva della musica della grande lirica, il nobile spazio del Teatro Comunale “Francesco Cilea” di Reggio Calabria.

Ma quella che è considerata l’opera più drammatica del repertorio pucciniano, e certamente tra le più rappresentate, sin dal suo esordio al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, è anche la Tosca del maestro calabrese Filippo Arlia, concertatore e direttore d’Orchestra, che porta la gioia della musica un po’ più in là nel mondo, senza lasciare la sua Calabria dove è vivo e vitale, per sua cura, il Conservatorio statale di musica “Tchaikovsky” di Nocera Terinese, ente nazionale di formazione artistica e musicale diretto dal maestro Valentina Currenti, un’eccellenza che fa crescere musica e talenti. E che affianca la Polis Cultura, società cooperativa di promozione culturale e sociale, nel suo nuovo percorso nel settore lirico che adesso, dopo “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, si misura con la messinscena, per la regia di Mario De Carlo, di “Tosca”, con la grandiosità propria di questa opera.

Il melodramma pucciniano in tre atti, il cui libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica deriva da “La Tosca” di Victorien Sardou del 1887, scritta per la grande Sarah Bernhardt, rappresentato al Teatro dei Filodrammatici di Milano nel 1889 e che aveva impressionato molto Puccini, divenne subito popolare, ricco com’è di colpi di scena, grazie alla sua intensa e ricca orchestrazione e alle celebri tre arie, una per ogni atto (Recondita armonia, Vissi d’arte, E lucevan le stelle).

Al centro, una storia di passione e di morte, con la famosa cantante Floria Tosca e il suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, contrapposti all’ambiguo barone Scarpia, capo della polizia papalina; e sullo sfondo la bellezza di Roma nel 1800, al tempo dello Stato Pontificio, con i quadri iconici che immortalano la basilica di Sant’Andrea della Valle, il Palazzo Farnese e la terrazza di Castel Sant’Angelo.

Accurata la ricerca storico-filologica per la “Tosca” di Arlia e di De Carlo, con l’impianto scenico storico progettato da Nicola Benois, uno dei più grandi protagonisti del Teatro del ’900, ricostruito dalle Scenografie Sormani di Milano, e illuminato da Light Designer, attenta la cura per i dettagli: dai figurini dei costumi disegnati dal regista De Carlo e realizzati dalla sartoria teatrale Bianchi di Milano agli oggetti di scena, tra i quali i gioielli di Gina Cigna, famosa Tosca e Turandot dei primi del ’900, e oggi di proprietà di De Carlo.

Mentre a far cantare i pensieri in un dramma tutto umano tra i mali della Storia, sarà un cast d’eccezione, dalla soprano rumena Bianca Margean (Tosca) al tenore Samuele Simoncini (Cavaradossi), dal baritono messicano Carlos Almaguer nei panni di Scarpia al baritono Francesco Villella (il bonapartista amico di Cavaradossi fuggito dalla prigione di Castel Sant’Angelo).

Ad accompagnarli, l’Orchestra Filarmonica della Calabria del Conservatorio Tchaikovsky, l’International Opera Choir diretto da Giovanni Mirabile e il Coro di Voci Bianche “Note celesti” diretto dal maestro Alessandro Bagnato.


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