Emilia Romagna

Vendeva polverine miracolose durante il Covid, il “mago Orfeo” condannato per esercizio abusivo della professione medica


Il sedicente guaritore era balzato agli onori della cronaca nel periodo più buio dell’epidemia di Coronavirus e, nell’aprile del 2021, era stato smascherato dall’inviato di Striscia la notizia. Per Orfeo Bindi, il bellariese autoproclamatosi “mago delle erbe”, è arrivata la condanna a 10 mesi per esercizio abusivo della professione medica e per violazione di sigilli oltre alla confisca di tutto il materiale sequestrato e una multa di 12mila euro. Allo stesso tempo il giudice monocratico del Tribunale di Rimini lo ha assolto per le presunte truffe in quanto il fatto non sussiste. Il legale di Bindi, l’avvocato Antonio Giacomini del Foro di Forlì, ha annunciato il ricorso in Appello.

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Conosciuto col nome d’arte di “mago Orfeo”, il 68enne, oltre a far credere di essere laureato in medicina, riceveva i pazienti nella sua abitazione millantando di curare qualsiasi tipo di malattia e vantando una clientela internazionale fatta di capi di Stato, ministri, agenti dei servizi segreti e personaggi pubblici. Ma per il sedicente guaritore la sua specialità era proprio il Covid dal quale garantiva di guarire in pochissimi giorni grazie a degli intrugli.

Tuttavia, durante il dibattimento, si era assistito a un vero e proprio colpo di scena quando i testimoni dell’accusa, ascoltati in aula, avevano sostanzialmente scagionato il sedicente guaritore. Una trentina le persone sfilate davanti al giudice per accertare che tipo di “pozioni” venissero acquistate dal mago con tutti che avevano riferito di aver avuto dei benefici dagli intrugli: “Ci hanno fatto bene, dopo averli bevuti ci sentivamo meglio e più in forza”. Nessuno aveva affermato di aver avuto delle reazioni avverse od effetti collaterali e l’unico ad aver dichiarato di non aver riscontrato giovamenti è stato un anziano, affetto da un tumore alla prostata, che aveva aggiunto di aver poi sospeso la cura del guaritore su consiglio del proprio medico che lo aveva poi convinto a riprendere la terapia tradizionale.

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A smascherare il “mago Orfeo” nell’aprile del 2021 era stato l’inviato di Striscia la Notizia Moreno Morello che aveva mandato in onda un servizio nel quale il “guaritore” vantava le doti terapeutiche delle sue polverine in grado di guarire ogni malanno. All’indomani della trasmissione, il pubblico ministero Davide Ercolani alla luce delle indagini che la Guardia di Finanza stava già svolgendo sul “dottore” aveva emesso un decreto di perquisizione nei confronti dell’uomo che aveva permesso di sequestrare le “polverine” utilizzate dal falso medico. Oltre a quella anti-covid, anche un fantomatico elisir per “negativizzare il test” e risultare sani anche se colpiti dalla malattia. Tutto materiale che veniva ceduto a pagamento mentre, la consulenza, era a “offerta libera”. L’attività di Orfeo Bindi era già finita nel mirino della Guardia di Finanza nel marzo del 2021 facendo emergere come l’uomo riceveva i pazienti presso la propria abitazione facendo poi intendere di essere in possesso di tutte le lauree necessarie e di essere in grado di curare tutti i mali.

Le analisi sulle polverine spacciate per rimedi universali contro tutti i mali, effettuate da un consulente tecnico nominato dalla Procura di Rimini, avevano permesso di accertare che “i composti costituenti i reperti analizzati possiedono proprietà che impongono sempre un loro uso controllato (da parte di persona con competenze ed abilità professionali), soprattutto in relazione alle dosi: l’assunzione per via orale può comportare rischi legati a reazioni allergiche o alla tossicità degli olii essenziali. La tossicità degli olii essenziali dipende, come per ogni prodotto, dalla quantità assunta: le piante aromatiche, le spezie e gli olii sono estratti naturali completi, estremamente concentrati e potenti, conseguentemente potenzialmente tossici e dannosi per chi li assume in modio non controllato e, a seconda della pianta, in relazione alla sua dose ed il tempo di somministrazione”.


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