Vannacci lascia la Lega. Salvini: «Deluso», Zaia: «Era un corpo estraneo» – CRONACA
«Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia»: lo scrive sui suoi social Roberto Vannacci pubblicando il simbolo di Futuro nazionale, il suo nuovo movimento di estrema destra sovranista.
Dura la reazione del leader della Lega Matteo Salvini, che in un post scrive: «Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti.
Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito.
Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini.
Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano.
La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura”», conclude il ministro, allegando anche un video in cui si vede il generale a un comizio della Lega smentire le voci di un suo abbandono.
“Probabilmente aveva un altro progetto, ma quel seggio senza la Lega non l’avrebbe mai avuto”Zaia e le dimissioni di Vannacci: “Non mi sorprende, ha capito di essere un corpo estraneo”
Chi aspettava la notizia e ci sperava è Luca Zaia: «Non sono sorpreso, non c”è nulla sotto il sole. E’ la conferma, vista la ‘lunga’ carriera che ha avuto in Lega, meno di un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo.
Probabilmente aveva un altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere, e oggi decide di camminare sulle sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria».
Sull’eventualità che Vannacci debba dimettersi da europarlamentare dopo aver lasciato la Lega «è innegabile che quel seggio senza la Lega non l’avrebbe mai avuto», ha aggiunto Zaia.
«Direi – ha osservato l’ex presidente veneto – che il segretario è stato fin troppo inclusivo e comprensivo, dopodiché non conosco le dinamiche di questa sua dipartita, non so come sia nata.
Però è pur vero che è un film di cui sapevamo quale sarebbe stata la fine. Vorrei sottolineare che questa grande militanza in Lega è durata meno di un anno, e che se Vannacci è quello di oggi può ringraziare solo il mio partito, che ha investito su di lui alle europee l’anno scorso e gli ha permesso di avere un seggio.
Il nostro è un movimento molto identitario, e l’identità non prescinde dal fatto che bisogna condividere fino in fondo le idee. Evidentemente fin dal primo istante abbiamo capito che le idee erano altre».
Sulla possibilità che ci siano altre dimissioni, per Zaia «saranno di chi non ha le idee ben solide e non condivide fino in fondo l’identità. Potrà anche accadere, però noi andiamo avanti per la nostra strada, come già è capitato. Ho visto situazioni migliori e ne ho vissute di peggiori in Lega, per cui di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti perché Vannacci se ne va via, ne prendiamo atto e noi andiamo avanti per la nostra strada».
Interviene anche in una nota Toni Da Re, già europarlamentare della Lega ed ex segretario regionale veneto della Liga Veneta.«Ora dovrebbe essere chiaro a tutti perché misi in guardia il mio (ex) segretario sul Generale. Lo criticai, forse alla mia maniera diretta, ma i fatti dimostrano che avevo visto giusto».
«Ero ancora parlamentare europeo quando assistetti all’ingresso del Generale nella Lega. Fu subito evidente – aggiunge – che i miei valori non potevano essere accostati ai suoi, né a quelli di una Lega che non riconoscevo più, nonostante oltre quarant’anni di militanza. Per questo annunciai pubblicamente che non mi sarei ricandidato se quel soggetto fosse entrato nelle liste».
Per Da Re, che due anni fa venne espulso dalla Lega per forti contrasti con il segretario federale, Matteo Salvini, l’ingresso di Vannacci «segnalava senza ambiguità uno spostamento del partito verso l’estrema destra ed era chiaro a tutti che l’obiettivo non fosse rafforzare la Lega, ma usare la Lega per altri fini politici. Lo sapevano tutti – conclude – tranne forse chi avrebbe dovuto capirlo per primo».
Questo il commento di Matteo Renzi: «Per la prima volta da anni la coalizione di destra si divide. Sbaglia chi sottovaluta il mondo più estremista che fa riferimento al generale Vannacci. Quella è una fetta di Paese che ha votato Meloni e oggi è delusa perché Giorgia non garantisce la sicurezza e non abbassa le tasse.
Se questo popolo di destra – che è lontanissimo da me ma che in Italia esiste ed è più forte di quanto sembri – trova una rappresentanza autonoma, la Meloni e Salvini perdono le politiche. A condizione che la sinistra stavolta si faccia trovare unita e non litighi come al solito. In UK Starmer ha vinto grazie a Farage, non dimentichiamolo».




