Liguria

Valle Stura, la denuncia del residenti a poche ore della Milano-Sanremo: “Buche e toppe sulla statale del Turchino”


Genova.
“Fino a non molti anni fa quando l’asfalto della SS456 del Turchino era deteriorato si aspettava la gara ciclistica della Milano-Sanremo, certi che chi di dovere avrebbe steso un nuovo tappeto di bitume sulle strade della corsa. Non c’era ancora l’intelligenza artificiale ma bastava il buon senso dell’uomo per capire che quella era la giusta occasione per intervenire, anche per evitare cadute dei ciclisti a causa dell’asfalto sconnesso. Oggi invece ci ritroviamo, tra basso Piemonte e Liguria, a poche decine di chilometri dal passo del Turchino, con una situazione paradossale: nel tratto ligure l’asfalto è stato rifatto ben due volte in un anno su una tratta lunga diversi chilometri, tra il confine Liguria/Piemonte e Campo Ligure. Nel tratto piemontese invece non si vede traccia di asfalto nuovo ormai da tempo, se non per qualche metro qua e là

A scriverlo in una nota stampa il Gruppo Viabilità Valli Stura e Orba, che da tempo “presidia” il territorio delle due vallate per arginare le criticità legate alla viabilità e alla logistica. La denuncia dello stato attuale del manto stradale della strada del Turchino, lato Piemonte, arriva a poche ore dal passaggio della attesa e storica gara ciclistica, che vedrà decine di atleti “mettere le ruote” sull’asfalto di quella direttrice.

“Sono sicuramente anni (e non pochi) che non si vede una riasfaltatura totale – aggiungono – In questi giorni abbiamo visto solo qualche furgone di Anas intervenire con qualche toppa di asfalto che forse durerà per qualche giorno ma che non risolve di certo il problema radicalmente. E molte buche, alcune davvero importanti, ad oggi, a pochi giorni dalla corsa, sono ancora intatte, mettendo a rischio non solo la meccanica dei non pochi mezzi a motore che vi transitano quotidianamente, ma soprattutto l’incolumità dei ciclisti che parteciperanno alla gara ciclistica”.

E poi, in chiusura, un pungolo all’organizzazione della gara: “Ci chiediamo se La Gazzetta dello Sport, organizzatore della corsa, abbia visionato il percorso. Sinceramente, non vorremmo essere nei panni di chi si prenderà la responsabilità di fare passare i ciclisti su di una strada così dissestata”.




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