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Vadim Ermolaev, il miliardario nell’ombra diventato bersaglio: chi è l’oligarca vittima dell’attentato di Monaco

L’esplosione che ha sconvolto il Principato di Monaco non ha colpito una vittima qualsiasi. Tra i tre cittadini ucraini rimasti gravemente feriti figura infatti Vadym Ermolaev, imprenditore miliardario tra gli uomini più ricchi del Paese. Classe 1968, ha rinunciato alla cittadinanza ucraina nel 2019 diventando cittadino cipriota. I suoi legami economici con la Crimea, invece, gli hanno procurato l’accusa di aver continuato a collaborare col nemico russo. Accuse che ha sempre prontamente rispedito al mittente.

L’ascesa del magnate di Dnipro

Originario di Dnipro, Ermolaev ha costruito la propria fortuna durante gli anni successivi alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, diventando uno dei protagonisti della nuova imprenditoria ucraina. Il suo nome è legato soprattutto al gruppo Alef, conglomerato con interessi nella produzione industriale, nella metallurgia, nello sviluppo immobiliare, nella logistica e nel commercio.

Negli ultimi due decenni il gruppo ha investito nella trasformazione urbana di Dnipro, realizzando complessi residenziali, centri commerciali, alberghi e progetti di rigenerazione che hanno contribuito a cambiare il volto della città. Parallelamente Ermolaev ha diversificato il proprio patrimonio entrando anche nei settori agricolo e manifatturiero, consolidando una posizione di rilievo tra gli imprenditori dell’Ucraina orientale.

La sua ricchezza gli ha consentito di trasferire parte delle attività e della vita privata sulla Costa Azzurra, tra Monaco e il sud della Francia, una scelta condivisa da numerosi uomini d’affari dell’Europa orientale già prima dell’invasione russa del 2022.

Le inchieste e il “battaglione di Monaco”

Il nome di Ermolaev è diventato particolarmente noto in Ucraina nell’estate del 2022, quando comparve nella cosiddetta vicenda del “Battaglione di Monaco”, l’espressione con cui i media ucraini indicarono un gruppo di imprenditori, politici ed ex funzionari che avevano lasciato il Paese durante la guerra stabilendosi tra Monaco e la Costa Azzurra. In seguito a quelle rivelazioni, l’Ufficio investigativo statale ucraino aprì verifiche sulle modalità con cui alcuni di loro avevano attraversato il confine durante la mobilitazione generale.

Negli anni successivi Ermolaev è rimasto inoltre coinvolto in diverse indagini patrimoniali. La magistratura francese, in collaborazione con le autorità ucraine e monegasche, ha svolto accertamenti su proprietà immobiliari riconducibili alla sua famiglia nell’ambito di inchieste sul riciclaggio internazionale, senza che ciò abbia finora portato a condanne definitive nei suoi confronti. L’oligarca colpito è inoltre coproprietario di Versobank, istituto bancario estone sospeso dalla Banca centrale europea nel 2018 per violazione della legislazione sul riciclaggio.

Proprio il profilo economico e giudiziario dell’imprenditore rende particolarmente delicata l’indagine sull’attentato di Monaco. Gli investigatori, al momento, non hanno indicato alcun movente ufficiale, ma l’ipotesi privilegiata resta quella di un’azione deliberatamente diretta contro la famiglia Ermolaev.

Secondo le autorità del Principato, l’ordigno era stato confezionato con materiale metallico destinato ad aumentarne il potenziale offensivo, elemento che rafforza l’idea di

un’operazione pianificata. Il sospettato sarebbe fuggito immediatamente verso la vicina cittadina francese di Beausoleil, mentre il Principato ha attivato il piano d’emergenza e intensificato i controlli alla frontiera.


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