Vacherot e i suoi (ricchi) compatrioti: tutto lo sport del Principato di Monaco
Lo sport dei ricchi è anche ricco di storie da raccontare. A Montecarlo si festeggiano da un po’ successi sportivi e quello di Valentin Vacherot al torneo Masters 1000 di Shanghai stupisce per l’ampiezza dell’impresa (era 204 del ranking prima di infilare la settimana della vita), ma non perché sia isolato o estemporaneo. Nel 2025 Monaco è stata designata capitale mondiale dello sport, un titolo sotto il quale si nascondono realtà e soprattutto strutture di altissimo livello. Non a caso, durante i mesi di stop seguiti all’accordo con la Wada, Jannik Sinner ha deciso di non muoversi dalla città in cui ha messo radici: non avrebbe trovato altrove soluzioni migliori. Del resto, Monaco è retta da una coppia di monarchi con un passato olimpico: il principe Alberto è stato atleta in cinque edizioni dei Giochi (dal 1992 al 2006) nel bob, la principessa Charlene ha rappresentato il Sudafrica nel nuoto ad Atlanta ’96. Ma anche Jack Kelly, padre della principessa Grace e nonno materno del Principe, fu tre volte campione olimpico di canottaggio tra il 1920 e il 1924. Quanti altri paesi possono vantare qualcosa di simile?


La filosofia
Da parte della famiglia regnante c’è ampio sostegno allo sport dilettantistico, con facilitazioni dell’accesso alla pratica, promozione dello sport nelle scuole, sensibilizzazione sui suoi benefici educativi, sociali e sanitari: sono 50 le discipline sportive praticate negli stretti confini del Principato.

I risultati
Vacherot è il primo tennista di alto livello prodotto dai campi che sfiorano il mare della Costa Azzurra, in quel fazzoletto abitato da poco più di 38 mila persone, che ne fanno il penultimo stato del mondo per estensione, ma con il reddito medio (nel 2024 era di 153.895 euro l’anno pro capite secondo World Inequality Lab.) più alto del globo. Monaco aveva già festeggiato ai Mondiali di nuoto di Singapore 2025 la prima medaglia di sempre, il bronzo nella 10 km di fondo di Lisa Pou, nata a Frejus, nel Var, ma naturalizzata. Da record era stata anche l’edizione 2025 dei Giochi dei piccoli stati europei di Andorra: 44 medaglie, quarto posto nel medagliere dietro Cipro, Lussemburgo e Islanda, ma davanti a Malta, Andorra, Montenegro, San Marino e Liechtenstein.

Le promesse
Una promessa di talento – mai del tutto realizzata, in verità – è il monegasco doc Charles Leclerc, ferrarista di lungo corso ormai da 8 Gp vinti in carriera. Un talento ormai maturo è quello di Victor Langellotti, 30 anni, ciclista ora alla Ineos: 3 vittorie in carriera e tante fughe.
Le gare e i tornei
A Montecarlo si svolgono ogni anno il meeting Herculis (Diamond League) di atletica, il Gp di Monaco di F1, il leggendario rally sulle alture alle spalle della città (il Col de Turini, con i suoi infiniti tornanti, è un santuario del rallismo mondiale), le grandi regate organizzate dallo Yacht Club de Monaco. A Montecarlo si gioca il torneo Atp Masters 1000: intorno al centrale ci sono circa 300 box vip, capaci di accogliere dalle 4 alle 20 persone. Il Monte-Carlo Country Club dispone di 23 campi da tennis: 21 in terra battuta e 2 in cemento. In media, c’è un campo ogni 1578 abitanti. Nel 2020 il 12% dei tennisti nei primi 500 posti della classifica Atp risiedeva nel Principato.
Le squadre
Il Monaco ha vinto 8 titoli francesi (appena uno meno del Marsiglia, il doppio di quelli del Nizza, i due club “confinanti”) e per molti anni lo stadio Louis II ha ospitato la Supercoppa Europea nonostante sia uno degli stati più piccoli della Ligue 1 (18mila posti). La proprietà del club è per due terzi del magnate russo del potassio Dmitrij Rybolovlev e per un terzo della famiglia Grimaldi. Russa è anche la proprietà del Monaco basket, il cosiddetto Roca Team, da anni è ai vertici europei: lo scorso anno ha perso la finale di Eurolega contro il Fenerbahce.
Source link




