Utility e futuro, la Calabria spinge la rinascita del Mezzogiorno
La storia economica recente della Calabria è il punto da cui partire per costruire la via del rilancio del Mezzogiorno, un sentiero che utilizzerà il varco delle reti idriche, elettriche, digitali. Transiti capaci di generare valore in una grande fabbrica di speranza capace di tenere insieme coesione e produttività. Se il 2024 segna per le utility meridionali un punto di consolidamento, il prossimo decennio misurerà la capacità della Calabria di trasformare questa resilienza in elementi di politica industriale, costruendo intorno ai servizi pubblici una nuova frontiera di sviluppo. Oggi questa zolla è diventata un grande cantiere dove si lavora a una transizione, industriale e infrastrutturale, che, pur essendo ancora incompiuta, diventa passaggio obbligato verso il futuro.
Gli oltre 8 miliardi di valore aggiunto generati nel 2024 dal sistema meridionale delle utility (che mette insieme energia, acqua, rifiuti e servizi ambientali) rappresentano non solo un dato macroeconomico ma sono la narrazione di un ritorno dell’economia dei servizi pubblici come architrave produttiva del Mezzogiorno. Secondo il “Rapporto Sud” di Utilitalia e Svimez, le utility del Mezzogiorno rappresentano il 27,3% del valore aggiunto nazionale del comparto, con 112 mila occupati e una produttività media di 75 mila euro per addetto, il 17% superiore alla media industriale meridionale.
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