Liguria

Urla e presunti soprusi su cinque alunni di seconda elementare: archiviazione per due maestre


Genova. Due maestre genovesi, indagate per presunti soprusi su alcuni alunni di seconda elementare di una scuola della Valpolcevera, sono state definitivamente archiviate dalla gip Silvia Carpanini. Per la giudice ““non si è raggiunta la prova di condotte maltrattanti o comunque tali da poter concretizzare l’abuso di mezzi di correzione”. Le due insegnanti, in sostanza, pur avendo utilizzato metodi energici nell’imporre la disciplina in classe che potrebbero aver generato talvolta un clima poco sereno, non sarebbero andate oltre i metodi leciti.

La vicenda risale all’anno scolastico 2021-22. Le due maestre erano state indagate dopo che cinque famiglie avevano sporto querela in seguito ai racconti dei loro figli che manifestavano paura ad andare a scuola e avevano raccontato che le maestre vietavano loro di andare in bagno dicendo “Ora te la fai addosso perché sei già uscito tre volte” e invitando i genitori a portare un cambio in classe. E ancora urla, punizioni tra cui l’impossibilità d’alzarsi durante la ricreazione che erano state anche cristallizzate con registratori che gli stessi genitori avevano messo negli zaini dei loro figli.

La pm Paola Crispo, dopo lunghi accertamenti delegati agli investigatori del Commissariato di Cornigliano, aveva chiesto l’archiviazione. Le famiglie, assistite dalla legale Silvia Peraldo, avevano presentato opposizione e la gip Silvia Carpanini aveva deciso di disporre una perizia per valutare l’attendibilità del racconto dei bambini.

Proprio dopo aver letto i risultati dell’accertamento affidato alla psicologa Chiara Bellini, che si è svolto in incidente probatorio, la Procura aveva nuovamente chiesto l’archiviazione, ma le famiglie si erano nuovamente opposte. Dopo l’udienza del 3 marzo la giudice ha archiviato mettendo fine alla vicenda. Le maestre, assistite dall’avvocato Carlo Contu, erano state trasferite ma non sono mai state sospese.

La giudice nel decreto di archiviazione fa riferimento poprio agli esiti della  perizia in base alla quale, in sostanza, dal racconto dei minori non ci sarebbe prova dei maltrattamenti. L’audizione dei minori avrebbe infatti fornito  “elementi non pienamente convergenti” con ricordi “spesso non circostanziati” e che potrebbero parzialmente essere stati suggestionati dal contesto famigliare.




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