uno svuota-cantine di Senigallia sotto processo
MONTEFANO Fotografie, medaglie, documenti e targhette onorative del campione di ciclismo Gino Bartali spariti dalla casa del figlio Andrea a Montefano. Il prossimo 22 ottobre si aprirà il processo a carico di un 58enne residente a Senigallia accusato di furto aggravato. L’uomo, Giovanni Spenga, pugliese di origine (è della provincia di Lecce), lavora come svuota-cantine e aveva ottenuto dai parenti di Bartali l’incarico di smaltire alcuni oggetti precedentemente selezionati, ma ne avrebbe approfittato (questa è l’accusa) per portare via anche cimeli ed effetti personali appartenuti all’indimenticato campione per poi rivenderli. La difesa contesta gli addebiti.
La ricostruzione
La scoperta degli ammanchi risale a marzo del 2024, mentre i fatti contestati sarebbero avvenuti a fine 2022 quando una delle nipoti del noto ciclista, d’accordo con la sorella, dopo una ricerca su Internet aveva contattato Spenga per portare via dei mobili (tra cui comodini, un tavolo, un divano e altro materiale di cui volevano disfarsi) che erano stati accantonati nel salotto e nel garage dell’abitazione di Montefano appartenuta a loro padre, Andrea Bartali, primogenito del campione di ciclismo morto a giugno del 2017 all’età di 75 anni.
Nel 2023 le nipoti vendettero l’abitazione, poi a marzo del 2024 la scoperta: gli eredi di Gino Bartali furono contattati dal presidente dell’associazione Amici del museo del ciclismo Gino Bartali di Firenze per informarli di essere in trattativa per l’ acquisto di documenti appartenuti al campione di ciclismo e chiedendo se fosse, a loro avviso, materiale rubato. Aggiunse di essere stato contattato per la vendita da Spenga.
A quel punto le nipoti decisero di rivolgersi all’autorità giudiziaria per denunciare quello che loro ritengono essere un furto subito nell’abitazione del padre. La vicenda finì all’attenzione della procura di Macerata e all’esito delle indagini preliminari il pm Enrico Riccioni emise il decreto di citazione a giudizio nei confronti del senigalliese.
La prosecuzione
Ieri si è celebrata l’udienza predibattimentale davanti al giudice Enrico Pannaggi e al pubblico ministero Rocco Dragonetti. Il giudice ha disposto la prosecuzione del giudizio fissando l’apertura del processo al prossimo 22 ottobre dinanzi al giudice monocratico Federico Simonelli.
Le nipoti di Gino Bartali, Stella e Gioia Bartali, si sono costituite parte civile con l’avvocato Gerardo Pizzirusso (ieri sostituito in aula dalla collega Michela Lattanzi). L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Subiaco del foro di Ancona, non ha chiesto riti alternativi e respinge gli addebiti. Per la difesa Spenga aveva preso dal garage solo ciò che gli eredi di Bartali gli avevano commissionato di portare via.




