Trentino Alto Adige/Suedtirol

Università, Urzì: “Bene l’apertura su  presidenza da Kompatscher, ma sugli italiani devono decidere gli italiani” – Cronaca



BOLZANO. La discussione sulla presidenza della Libera Università di Bolzano riapre il tema della rappresentanza dei gruppi linguistici nei ruoli di vertice. Secondo l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia per il Trentino Alto Adige, due elementi emergono con chiarezza dal dibattito degli ultimi mesi: il superamento della pregiudiziale che escluderebbe il gruppo linguistico italiano dai posti apicali e la necessità che, qualora la scelta ricada su un italiano, questa avvenga all’interno della stessa componente linguistica.

Urzì sottolinea come il confronto tra i gruppi sia positivo e necessario, soprattutto quando si tratta di valutare competenze e autorevolezza. Tuttavia, dopo il dialogo, la decisione finale sulla rappresentanza italiana dovrebbe spettare agli italiani. In questo quadro viene giudicata significativa la proposta del presidente della Provincia, Arno Kompatscher, di indicare un esponente italiano alla guida dell’ateneo.

Il deputato richiama anche il ruolo del vicepresidente provinciale Marco Galateo, che ha riportato al centro un tema definito storico e ancora irrisolto: quello delle abilitazioni degli insegnanti di lingua italiana alle stesse condizioni previste per i docenti di lingua tedesca. Un nodo che, secondo Urzì, incide direttamente sulla piena partecipazione della componente italiana nei processi decisionali.

Il riconoscimento di un ruolo strategico, anche di vertice, per la componente italiana all’interno della Libera Università di Bolzano viene quindi considerato un passaggio importante. Per Urzì si tratta di una prospettiva che dovrebbe essere ritenuta normale, nel rispetto di un “Mitsprachrecht” basato sulla condivisione, ma capace di garantire a ciascun gruppo linguistico spazi di autonomia e una reale centralità nelle scelte.

La nota integrale di Urzì 

Sulla vicenda della presidenza della Libera Università di Bolzano due dati emergono con chiarezza a proposito di disagi al centro della discussione di questi ultimi mesi: fare cadere la pregiudiziale per cui i posti di vertice possano spettare anche al gruppo linguistico italiano, qualora ovviamente possano essere messe in campo competenze e autorevolezza, e il secondo punto ancora più importante è che quando è un italiano a dover essere scelto, questo deve esserlo dagli italiani e non indicato dalla Svp o in senso più generale dal gruppo linguistico tedesco.

Bene, anzi benissimo che ciascun gruppo dialoghi nel trovare con l’altro le soluzioni più condivise, che quando si tratta di persone hanno a che vedere con la verifica delle competenze, auspichiamo sempre. Ma infine, dopo il dialogo, sia il gruppo linguistico italiano a scegliere chi lo debba rappresentare.

Importante e apprezzato che il presidente Kompatscher abbia proposto quindi un italiano al vertice di Unibz.
A questo punto, siano gli italiani a decidere il nome o la formula migliore per garantire rappresentatività e soprattutto la possibilità di venire riconosciuti come centrali nei processi decisionali, e benissimo ha fatto il vicepresidente della Provincia Galateo d’intesa con tutto il partito a ricordare un tema annoso e irrisolto (si pensi che era oggetto di iniziativa politica, anche da parte del sottoscritto, quando era in Provincia ormai alcuni anni fa) ossia quello delle abilitazioni dell’insegnanti di lingua italiana alle medesime condizioni degli insegnanti di lingua tedesca.

Quindi, un ruolo strategico nella centrale decisionale della Libera Università di Bolzano da parte anche della componente italiana, addirittura con un ruolo di vertice, fa piacere venga riconosciuto come una prospettiva normale, anche da parte del presidente Kompatscher. È un passo importante. Ma sugli italiani decidano gli Italiani in un “Mitsprachrecht” (una condivisione) importante ma che infine riconosca a ciascun gruppo linguistico i suoi spazi di autonomia.




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