Unione Comuni Casentino, ricostituzione dei boschi danneggiati da eventi meteo

L’Unione dei Comuni Montani del Casentino ha avviato, da alcuni anni, un’importante azione di ricostituzione dei boschi pubblici regionali danneggiati da eventi climatici avversi, coniugando questa azione con l’esigenza di assicurare l’affermazione di boschi misti più resistenti e adattabili ai cambiamenti in corso. Gli interventi hanno riguardato soprattutto i boschi di conifere più compromessi delle Foreste Casentinesi, nei comuni di Pratovecchio Stia (località Poggio Corbello, Poggio Berci, Monte Tufone) e Poppi (Campo dell’Agio a Badia Prataglia), dove sono stati realizzati numerosi piccoli gruppi di piante, distribuiti lungo i versanti. Grazie a questa operazione sono state messe a dimora oltre 4000 piante tra abete bianco, aceri, sorbi, tiglio ciliegio, frassini, cerro e castagno, autoprodotte nel vivaio regionale di Cerreta.
Un altro intervento è stato appena ultimato in località Pian d’Acero nel comune di Chiusi della Verna, con oltre 600 piante di latifoglie. Per garantire l’affermazione dei nuovi alberi sono fondamentali le cure colturali praticate ogni anno dal personale del servizio forestazione e le opere di protezione dagli ungulati selvatici.
La sindaca di Talla e assessora con delega alla forestazione dell’Unione, Eleonora Ducci, commenta: “I lavori, eseguiti in amministrazione diretta dal personale tecnico e dagli operai dell’Unione, sono stati possibili grazie ai fondi ministeriali e alla gestione del patrimonio forestale regionale. L’Unione sta lavorando per lasciare alle giovani generazioni boschi più sani e resilienti. Il Casentino, grazie al settore Foreste dell’Unione dei Comuni, diventa così anche un luogo di gestione virtuosa delle foreste, conciliando lavoro dell’uomo e tutela della natura, unico baluardo contro le conseguenze più estreme del cambiamento climatico”.
Il vivaio di Cerreta, nei pressi di Camaldoli, rimane al centro di queste delicate e fondamentali operazioni di rimboschimento. Tra le principali attività del vivaio c’è infatti, la produzione di piantine destinate agli interventi di rimboschimento e imboschimento, per la messa in sicurezza e il miglioramento dell’assetto ambientale (specie selvatiche), nonché destinate alla gestione del verde pubblico.
Questo luogo, inoltre, è un punto di osservazione privilegiato sulle strategie di resilienza che i cambiamenti climatici esercitano sulle piante fruttifere e forestali. Qui si riproducono annualmente circa 5 mila piante e se ne diffondono ben 2 mila a livello regionale e nazionale. Per quanto riguarda in particolare le piante forestali, per ogni annata silvana, sono circa 20/25.000 le piante che vengono distribuite.
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