Unicoop, i criteri usati per decidere chiusure e cessioni. Investimenti su formazione e ammodernamenti
di Daniele Bovi
Un incontro in cui si è entrati più nel merito nelle scelte di Unicoop Etruria. È iniziata poco dopo le 13 ed è finita intorno alle 18, in un hotel di Roma, la riunione fra i sindacati e i vertici della cooperativa frutto della fusione fra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno. Sul tavolo il piano industriale presentato a dicembre e che prevede, per l’Umbria, la cessione o la chiusura di dieci punti vendita Coop e Superconti e diversi esuberi per quanto riguarda gli amministrativi che lavorano a Castiglione del Lago.
I punti vendita Unicoop ha parlato dei numeri che riguardano i punti vendita – in particolare quelli relativi a fatturato, utili e perdite – ma anche dei criteri utilizzati per individuare i negozi da vendere o chiudere; tra i parametri ci sono, ovviamente, i risultati economici, l’area in cui sono ubicati (vedi la vicinanza a grandi strade di comunicazione oppure no), le possibilità di sviluppo, la presenza di altri competitor nella stessa zona e della relativa possibilità di sviluppo così via. Tra i criteri, anche la presenza di “doppioni” troppo vicini fra di loro.
L’incontro Al momento secondo quanto spiegato da Unicoop non ci sarebbero trattative in corso con potenziali acquirenti, anche perché prima si vuole stabilire un percorso con i sindacati. Le cessioni, secondo la società, serviranno per avere maggiore liquidità per finanziare investimenti sulla formazione dei dipendenti, per l’acquisto di nuovi software e anche per ammodernare i punti vendita. Per quanto riguarda gli esuberi, è stato ribadito che saranno 180 ripartiti fra le diverse aree, anche se per il momento non è chiaro quali saranno in termini numerici le conseguenze per Castiglione del Lago, dove però è certo che il magazzino sarà rafforzato.
Sostenibilità Tutto il piano, ha spiegato Unicoop, è frutto di uno studio andato avanti un anno e con il quale si punta a sostenibilità ed equilibrio, concetti più volte ribaditi nel corso della riunione di giovedì. Un nuovo incontro è fissato per il 20, quando si entrerà più nel merito di esuberi e cessioni con un’analisi punto vendita per punto vendita. Per il momento i sindacati rimangono alla finestra: da qui al 20 non sono in programma assemblee o altri appuntamenti con i lavoratori. Dopo il 20, con più numeri sul tavolo, si deciderà il da farsi.
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