Umbria

Unicoop, consiglio regionale: opposizioni chiedono convocazione urgente vertici


di Chia.Fa.

Le opposizioni del consiglio regionale dell’Umbria hanno chiesto una convocazione «urgente» della seconda commissione per discutere della vertenza Unicoop Etruria, il gigante della grande distribuzione nato dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno che lunedì ha annunciato la dismissione di 24 punti vendita della rete (di cui 10 in Umbria) che occupano 340 persone e la riduzione del personale per 180 unità nelle sedi di Castiglione del Lago e Vignale Riotorto (Piombino).

L’ex presidente di Regione Donatella Tesei, insieme agli altri consiglieri di opposizione, ha chiesto la partecipazione alla seduta della commissione dei vertici di Unicoop Etruria, dei rappresentanti sindacali e dell’assessore regionale allo sviluppo economico, Francesco De Rebotti, che viene duramente contestato. Scopo della seduta sollecitata è «chiarire i contorni del piano industriale, le prospettive occupazionali e le misure che la Regione intende mettere in campo per scongiurare licenziamenti, cessioni e chiusure».

Il centrodestra, infatti, considera le dismissioni e i tagli di personale annunciati da Unicoop Etruria «un’emergenza sociale, economica e territoriale per l’Umbria sulla quale occorre agire immediatamente». Nel mirino finisce De Rebotti, perché «il piano di fusione delle due cooperative – evidenziano Tesei e gli altri – era noto già dal dicembre 2024, mentre nel febbraio 2025 De Rebotti ha rassicurato tutti affermando che “si tratta di un processo di fusione e non di una crisi aziendale”».

In questo quadro, dai banchi di Lega e Fratelli d’Italia, Forza Italia e Umbria civica, si ricorda anche la «mozione del centrodestra approvata nel luglio scorso con cui si chiedeva alla giunta regionale di aprire un tavolo di confronto con la nuova dirigenza di Unicoop Etruria, coinvolgendo le sigle sindacali e i Comuni umbri: che cosa ha fatto la Regione in questo anno? Come mai non sono stati monitorati gli sviluppi della fusione? Possibile che giunta e assessore non sapessero quanto sarebbe avvenuto?». E quindi arriviamo a oggi e alla stigmatizzazione «dell’atteggiamento silente della Regione» alla luce delle comunicazioni formalizzate lunedì da Unicoop Etruria ai sindacati.

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