Basilicata

UNICAL VOICE – Disegna il tuo animale: arte e emozione alla Città dei Ragazzi

Il 21 marzo, presso la sede di Otakube alla Città dei Ragazzi di Cosenza, il laboratorio “Disegna il tuo animale” ha unito arte, emozione e storytelling, guidato dall’illustratrice Eleonora Pace e dalla sua cagnolina Mela, trasformando il disegno in un’esperienza partecipativa e profondamente personale.


Non è stato un semplice workshop di disegno, ma un’esperienza partecipativa, dove ogni tratto raccontava un legame. I partecipanti si sono ritrovati con un foglio bianco davanti e un punto di partenza comune: il proprio animale da trasformare in immagine attraverso l’acquerello. Al centro dell’incontro, inevitabilmente, c’era lei: Mela. Non solo mascotte della giornata, ma vera e propria fonte di ispirazione. Una presenza viva, affettuosa e capace di creare connessioni immediate. E non è un caso che Mela sia anche protagonista di un libro illustrato nato proprio dal desiderio di raccontare la sua storia.

«Mi sarebbe sempre piaciuto vederla diventare la protagonista di un libro», racconta Eleonora Pace. «Ho condiviso la sua storia con l’autrice Maddalena Schiavo, che l’ha trasformata in parole, mentre io l’ho illustrata. Il progetto è stato poi accolto da una casa editrice statunitense con cui collaboro da anni». Il risultato è qualcosa che va oltre il libro: è una storia vera che continua a vivere nei laboratori, nelle scuole e negli occhi di chi la scopre. «Mi colpisce sempre quanto sia importante per i bambini sapere che Mela esiste davvero», spiega Eleonora, «non è solo un personaggio, ma una cagnolina arrivata da un canile, con una nuova possibilità di vita».

Durante il laboratorio, l’obiettivo non era soltanto imparare una tecnica, ma osservare, interpretare e sentire. Disegnare un animale non significa copiarne la forma, ma coglierne l’essenza. È proprio da lì che tutto prende forma: dallo sguardo, da quel punto in cui si concentra l’identità dell’animale. E nel caso di Mela, c’è un dettaglio che più di tutti racchiude questa unicità, «sicuramente i suoi occhi fifoni» afferma teneramente Eleonora. Un tratto distintivo che non è solo estetico, ma emotivo, capace di raccontare il carattere e la storia dell’animale in un solo colpo d’occhio.

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L’ARTE DIVENTA ESPERIENZA CONDIVISA

Eleonora, illustratrice ma soprattutto insegnante per vocazione, ha guidato il gruppo passo dopo passo. «Tenere un corso mi dà sempre grande soddisfazione. Amo trasmettere la mia passione per l’acquerello», racconta. E questo si percepiva chiaramente nell’atmosfera: non c’era fretta, non c’era giudizio, ma solo accompagnamento. Ogni partecipante veniva seguito nel proprio percorso, con la consapevolezza che dietro ogni disegno c’era un legame affettivo.

Tra i momenti più teneri della giornata, uno in particolare resta impresso nel cuore di Eleonora: Matteo, undici anni, completamente conquistato da Mela, che ha trascorso il laboratorio tra carezze e sorrisi, quasi dimenticando il foglio davanti a sé. Un dettaglio semplice, ma capace di raccontare l’essenza dell’evento. E poi c’è stato quel momento che, secondo Eleonora, vale più di ogni risultato tecnico: «Ci sono persone che iniziano convinte di non riuscire a fare nulla. Poi, alla fine, guardano il proprio lavoro e sono entusiaste». È lì che il laboratorio raggiunge il suo vero obiettivo: non solo insegnare a disegnare, ma far scoprire a ciascuno di poter creare.

Ma dietro questa capacità di guidare gli altri c’è anche un percorso personale, nato quasi per caso e diventato nel tempo una scelta precisa. «Ho capito che l’arte sarebbe diventata la mia strada quando, durante il liceo, ho seguito per caso il mio primo corso con un illustratore. Prima di allora non conoscevo questo mestiere, ma quel giorno ho capito che avrei voluto fare lo stesso. Successivamente ho iniziato a tenere corsi di disegno e acquerello, e lì ho scoperto che insegnare mi appassiona ancora di più».

Un passaggio che spiega molto anche dell’atmosfera del laboratorio: non solo tecnica, ma trasmissione, accompagnamento e condivisione. Il tratto distintivo dello stile di Eleonora emerge anche nel modo in cui insegna: attenzione quasi maniacale ai dettagli «mi perdo a disegnare peli per ore», racconta, e una capacità particolare di dare agli animali uno sguardo profondamente umano. E, se dovesse descrivere il suo modo di disegnare in tre parole, lei sceglierebbe «Sfumature, dettagli…e ansia, quando c’è la deadline», aggiunge con ironia.

Il laboratorio “Disegna il tuo animale” ha lasciato qualcosa che va oltre i fogli dipinti: ha creato uno spazio in cui arte e affetto si sono incontrati, dove ogni partecipante ha potuto raccontare una storia personale attraverso il disegno. E forse è proprio questo il valore più grande di iniziative come questa: trasformare un gesto creativo in un’esperienza condivisa. E mentre il progetto di Eleonora continua — con l’idea futura di un calendario illustrato dedicato a cani e gatti — resta la sensazione di una giornata autentica, fatta di sguardi, colori e connessioni. Una di quelle esperienze che, anche una volta finite, continuano a lasciare traccia. Non possiamo che dire grazie: a Eleonora, per averci guidati, e a Mela, per averci insegnato a guardare davvero. E allora non resta che scoprirla fino in fondo, leggendo “Mela”.


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