«Una vita spesa a difesa del cibo»
«La scomparsa di Carlo Petrini rappresenta una perdita per l’Italia, per il mondo agricolo e per tutti coloro che hanno dedicato la propria vita alla difesa del cibo, della biodiversità e delle comunità locali. Con lui se ne va una figura che, con passione, ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità». Con questo messaggio Coldiretti Padova esprime il cordoglio per la scomparsa del fondatore dell’associazione Slow Food, avvenuta ieri, 21 maggio.
Anche nella città del Santo il ricordo di Petrini è vivo: nel 2018 era stato ospite di Coldiretti per il taglio del nastro del Mercato Coperto di Campagna Amica, in via Vicenza 23. All’epoca le sue parole erano state «profetiche», secondo Coldiretti Padova. «Questo è un esempio virtuoso di reazione alla globalizzazione – aveva dichiarato all’inaugurazione -. Nessuno chiede più quanto vale un bene alimentare ma quanto costa. E se l’obiettivo è avere le nuove generazioni in campagna il prezzo del latte non deve essere di 30 centesimi al litro. La società deve comprendere che c’è un giusto valore e una dignità in questo mestiere». Sono passati otto anni e il Mercato Coperto di Padova, come previsto dal fondatore di Slow Food, è diventato «un punto di riferimento per la spesa a km zero in città».

«Petrini ha saputo costruire un pensiero che ha lasciato il segno – ricorda Roberto Lorin, presidente dell’associazione -. Con lui Coldiretti ha spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto. In un tempo in cui il cibo è tornato al centro delle grandi questioni globali, dalla salute alla sostenibilità, fino alle tensioni geopolitiche, il suo impegno resta una testimonianza importante del valore strategico dell’agricoltura e della terra».
Pur partendo da sensibilità e approcci a volte differenti, «non è mai venuto meno il rispetto per una personalità che ha dedicato l’intera vita a una visione forte e coerente, mettendo al centro la biodiversità, le tradizioni e il valore delle comunità rurali», conclude Coldiretti.
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