Lazio

una pioggia di petali rossi incanta Roma

Una cascata scarlatta, fluttuante e silenziosa, capace di sospendere per qualche minuto il tempo e lo spazio all’interno di uno dei monumenti più iconici del mondo.

Anche quest’anno, in occasione della domenica di Pentecoste, il Pantheon ha ospitato il tradizionale e suggestivo rituale che unisce la solennità della liturgia cristiana alla spettacolarità di una tradizione millenaria.

La pratica, intrisa di una profonda carica teologica, simboleggia visivamente la discesa dello Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco sulla Vergine Maria e sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo.

Un evento reso possibile grazie allo straordinario e delicatissimo contributo dei Vigili del Fuoco del Comando di Roma: gli specialisti, dopo aver scalato la parte esterna della monumentale cupola in pietra, si sono posizionati attorno all’oculo centrale — l’apertura zenitale di nove metri di diametro — liberando all’interno della basilica migliaia di petali di rose rosse proprio nel momento culminante della funzione religiosa.

Un rito medievale che sfida il tempo

Quello della pioggia di rose è un rito antichissimo, le cui radici storiche affondano con ogni probabilità nell’epoca medievale, quando la stessa simbologia floreale veniva utilizzata per tradurre visivamente i misteri della fede alle comunità dei fedeli.

Dopo un lungo periodo di interruzione, la suggestiva cerimonia era stata ufficialmente ripristinata nel 1995, trasformandosi rapidamente in uno degli appuntamenti più attesi e fotografati del calendario primaverile romano, capace di catalizzare l’interesse non solo della comunità cattolica locale, ma anche di migliaia di turisti e curiosi provenienti da ogni parte del mondo.

Assalto in piazza e momenti di tensione in coda

L’immensa popolarità dell’evento ha richiamato, come di consueto, una folla oceanica in Piazza della Rotonda fin dalle prime ore del mattino.

Per ottenere uno dei limitati posti all’interno dell’edificio sacro si è formata una chilometrica e densa colonna di persone.

Quest’anno, a giudicare dalle numerose testimonianze visive e dai video rimbalzati sulle principali piattaforme social, l’attesa estenuante e la pressione della folla hanno surriscaldato gli animi più del solito.

Nelle fasi immediatamente precedenti l’apertura dei cancelli si sono registrati momenti di forte apprensione e ressa, con spintoni e accesi scambi verbale tra la folla nel tentativo di non perdere la priorità acquisita in coda.

I disagi e il nervosismo, fortunatamente gestiti dal personale di sicurezza, non hanno comunque compromesso il regolare e ordinato svolgimento della funzione religiosa.

All’interno di quello scrigno architettonico che lo scrittore francese Stendhal aveva incoronato come «il più bel resto dell’antichità romana», la danza dei fiori si è compiuta ancora una volta senza intoppi, regalando ai presenti uno spettacolo di rara e commovente bellezza.

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