una nuova regia per il litorale romano
Sul litorale di Ostia sta per arrivare una figura che, fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe immaginato: un direttore del litorale.
Un dirigente chiamato a occuparsi unicamente di spiagge, arenili, concessioni, sicurezza e tutto ciò che vive — e a volte fatica — tra la battigia e la città.
L’annuncio arriva in diretta TV, durante “Speciale Roma di Sera”, quando Yuri Trombetti, presidente della commissione Patrimonio, rompe gli indugi e racconta ciò che accadrà già dalla prossima settimana.
“Nomineremo un nuovo direttore del Litorale, inserito nel Dipartimento Patrimonio e dotato di una struttura dedicata. Il suo compito sarà uno soltanto: vivere e gestire il mare di Roma, dall’alba al tramonto”.
Una frase che suona come una promessa — o come la presa d’atto di una necessità. Perché Ostia, da anni, è un territorio attraversato da decisioni frammentate, competenze spezzate, responsabilità lasciate a metà tra Comune e Municipio.
La svolta inizia il 31 ottobre 2023, quando la gestione delle spiagge passa definitivamente dalle mani del Municipio X a quelle del Campidoglio.
Un passaggio richiesto con insistenza dai giovani democratici del territorio e mai contestato dal minisindaco Mario Falconi. L’obiettivo era chiaro: riportare ordine, dare un’unica direzione, superare lentezze e rimpalli.
A questa ristrutturazione segue, nell’agosto 2025, la creazione dell’Ufficio di Scopo per il Municipio X, guidato dal vice capo di gabinetto Nicola De Bernardini, incaricato di mettere a sistema i vari dipartimenti: mobilità, urbanistica, trasporti, lavori pubblici.
Una macchina ambiziosa, ma chiamata a muoversi su un terreno complesso e spesso imprevedibile come quello del litorale romano.
È qui che nasce l’idea del direttore. Una figura che, nelle intenzioni del Campidoglio, dovrà essere presente, riconoscibile, responsabile, capace di intervenire rapidamente e di dialogare con tutti: stabilimenti balneari, cittadini, comitati, operatori economici e amministrazione municipale.
“Per la prima volta – spiega Trombetti – ci sarà un volto unico a cui rivolgersi. Una persona che lavorerà dodici ore al giorno solo su questo territorio”.
Una scelta che vuole chiudere simbolicamente la stagione degli “alti e bassi” vissuta l’estate scorsa, tra ritardi, polemiche e interventi emergenziali.
Il mare di Roma, da anni raccontato come una risorsa straordinaria ma gestito come un mosaico disordinato, potrebbe quindi entrare in una fase nuova: una regia centralizzata, dedicata, quotidiana.
La nomina è questione di giorni. E a Ostia, dove ogni decisione sul litorale sa di promessa — o di rischio — molti stanno già aspettando di scoprire chi sarà il nuovo custode amministrativo della costa romana.
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