Friuli Venezia Giulia

Una nuova Jalta si profila all’orizzonte?

28 ottobre 2026 – ore 18:00 – L’autorevole Wall Street Journal il 19 ottobre u.s. – link in descrizione – ha lanciato un pesante macigno nello stagno della geopolitica internazionale quando ha affermato, con novizia di particolari, che Il presidente russo Vladimir Putin aveva proposto un vertice il mese prossimo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping per negoziare una soluzione al conflitto in Ucraina, che dura da oltre quattro anni. In tale contesto, il Cremlino avrebbe proposto di svolgere l’incontro trilaterale a margine del prossimo vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) che si dovrebbe svolgere a Shenzhen il 18 e 19 novembre p.v. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato al Journal che sono in corso discussioni su un possibile incontro, precisando, tuttavia, che “Non c’era ancora un’intesa chiara riguardo all’incontro in sé o al suo potenziale ordine del giorno, sebbene tutte e tre le parti abbiano riconosciuto la possibilità ipotetica che tale incontro abbia luogo”.

Davanti a una simile proposta, molti analisti occidentali si stanno chiedendo: Cina, USA e Russia vorrebbero ricreare le aree di influenza che furono sancite a Jalta nel lontano 1945, in un clima di un nuovo apparente rispetto reciproco? E se questo fosse il canovaccio su cui le tre delegazioni e i tre leader lavoreranno, l’Europa – esclusa da questo incontro – sarà parte di questa spartizione di aree, perché di fatto già inserita in quella statunitense? Certamente un simile scenario appare al momento prematuro, ma, contestualmente, non appare casuale che mentre l’ Europa appare in crisi, frammentata, dilaniata da continue manifestazioni di protesta e da una crisi economica grave, gli USA stanno negoziando con la Russia il ripristino dell’accesso delle compagnie aeree statunitensi allo spazio aereo russo e il rientro delle aziende americane sul mercato petrolifero russo, senza dimenticare i negoziati sotterranei esistenti tra Mosca e Washington sullo sfruttamento in futuro della nota rotta artica.

La Russia da tempo, e ora più che mai a causa della crisi ucraina e dell’ingente supporto fornito da Pechino a Mosca negli ultimi anni, spinge affinché la Cina sia parte di questo trilaterale, legittimando plasticamente il ruolo cinese non solo come grande potenza economica, ma anche quale grande potenza militare. In altre parole, potrebbe profilarsi secondo diversi analisti occidentali, uno scenario in cui Cina, USA, Russia e, seppure defilata, anche l’India, con diverse carature e possibilità di esercitare il “dominio”, cercheranno di “spartirsi porzioni del mondo, nel pieno rispetto reciproco”, riproducendo in chiave attuale il paradigma emerso nel lontano 1945, escludendo da questo disegno ipotetico l’Europa.

In questo clima, appare significativo non solo il palese riavvicinamento in corso tra Russia, Cina ed USA, evidenziato anche nei recenti incontri bilaterali, sino-russi; sino-statunitensi e russo-americani, oggetto di dedicati approfondimenti, ma anche l’attivismo russo nel quadrante africano, sancito dall’imminente forum Russia-Africa, e in quello medio orientale, con particolare riferimento all’Iran. Bruxelles osserva, limitandosi a cercare affannosamente un posto al tavolo dei prossimi negoziati tra Ucraina e Russia, mediati dagli USA, cercando altresì timidamente e separatamente approcci con Mosca (Finlandia e Norvegia), non riuscendo tuttavia ad esprimere amaramente alcun ruolo di mediazione autorevole nelle crisi in atto.

In tale contesto, merita altresì evidenziare che la frattura esistente tra diversi paesi del continente europeo, Gran Bretagna in testa, e la Russia appare particolarmente profonda e non sarà facile ripristinare i medesimi livelli di rapporti politico-diplomatici e industriali che vi erano prima del conflitto in Ucraina. In Russia, nel quadro del noto nazionalismo che pervade l’essenza del popolo russo, emerge la convinzione che alcuni paesi europei nel sostenere il conflitto in Ucraina – secondo alcuni analisti russi anche provocandolo – abbiano pensato di disgregare la Russia al solo scopo di potersi successivamente impadronire delle immense risorse minerarie ed energetiche. Tuttavia, all’indomani della fine dell’atroce conflitto in Ucraina, dove non ci saranno vincitori, ma solo milioni di morti, una Ucraina distrutta e una Russia indebolita e provata, sarà necessario avviare un percorso di riavvicinamento tra Europa e Russia, un tragitto lento, irto di ostacoli e impregnato di diffidenza reciproca, ma assolutamente fondamentale per l’Europa per non rimanere isolata e totalmente dipendente da Cina e Stati Uniti.

Merita precisare, infine, venendo incontro a diversi quesiti, che i documenti ufficiali che i diversi governi o le diverse presidenze pubblicano in relazione a incontri internazionali effettuati, sono sempre concordati tra le parti in causa e, normalmente, rilanciati contestualmente. Desidero proporvi quelli dei “cattivi” di turno perché non hanno solitamente dignità nella nostra stampa.

https://www.wsj.com/world/russia/putin-floats-a-summit-with-trump-and-xi-to-decide-ukraines-fate-1cf6acc1

Mosca: Conversazione telefonica con il Presidente della Finlandia Alexander Stubb e il Primo Ministro della Norvegia Jonas Gahr Störe – 27 ottobre 2026 13:20

Su richiesta delle rispettive parti, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica di Finlandia Alexander Stubb e con il Primo Ministro del Regno di Norvegia Jonas Gahr Störe. C’è stato uno scambio di opinioni sulla risoluzione della crisi ucraina alla luce dei colloqui tra Vladimir Putin e l’inviato presidenziale statunitense Steve Witkoff a San Pietroburgo il 21 ottobre, nonché dei recenti contatti tra Alexander Stubb e Jonas Gahr Störe con Steve Witkoff e Vladimir Zelensky a Oslo.

Le parti hanno accolto con favore l’accordo per la ripresa dei colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi tra l’inizio e la metà di novembre, volti in particolare a discutere le modalità per garantire la sicurezza sia della Russia che dell’Ucraina una volta raggiunta la completa cessazione delle ostilità. Vladimir Putin ha valutato la situazione attuale nella zona di conflitto in Ucraina, ribadendo le sue cause profonde e sottolineando che una pace giusta e duratura sarebbe possibile solo se gli interessi della Federazione Russa fossero considerati pienamente e senza condizioni. Inoltre, ha evidenziato le politiche di confronto dell’UE e della NATO, che non fanno altro che prolungare le ostilità.

Si è discusso anche della garanzia della sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale. A questo proposito, sia il Presidente della Finlandia che il Primo Ministro della Norvegia hanno ribadito l’importanza del rispetto del diritto marittimo internazionale e della libertà di navigazione. Il Presidente della Russia ha informato le parti finlandese e norvegese del fatto che un’operazione umanitaria mediata dagli Stati Uniti era in corso nei pressi della comunità russa di Alyoshki e che, per consentirne lo svolgimento, era stato introdotto un cessate il fuoco temporaneo nel settore di Kherson del fronte. I tre leader hanno concordato di mantenere contatti telefonici diretti in futuro.

http://en.kremlin.ru/events/president/news/81097

Mosca: Incontro con l’inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, 21 ottobre 2026

Vladimir Putin ha incontrato Steve Witkoff, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, al Palazzo di Costantino. Per la parte russa, all’incontro hanno partecipato l’assistente presidenziale Yury Ushakov e il rappresentante presidenziale speciale per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri, nonché amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kirill Dmitriev.

Presidente della Russia Vladimir Putin: Signor Witkoff, siamo lieti di vederla, questa volta a San Pietroburgo. Sappiamo che ieri avete avuto un incontro in Norvegia e mi piacerebbe sapere qual è stato l’esito.

Desidero ringraziare lei e il Presidente Trump per l’attenzione dedicata alla risoluzione della crisi ucraina. So che si tratta di una questione di particolare importanza per il Presidente Trump, soprattutto per ragioni umanitarie. Nelle nostre conversazioni, inclusa la nostra più recente telefonata , ha sottolineato l’importanza di porre fine a questo conflitto per prevenire ulteriori perdite tra il personale di entrambe le parti. Naturalmente, la questione va oltre le perdite militari. Anche la popolazione civile sta soffrendo. A questo proposito, vi prego di trasmettere la mia più sincera gratitudine non solo al Presidente, ma anche alla First Lady [Melania Trump] per il suo contributo alla risoluzione delle problematiche umanitarie. Credo che entrambe le parti sarebbero interessate a discutere i piani per il ripristino delle nostre relazioni bilaterali, dei contatti tra Russia e Stati Uniti, compresa la cooperazione economica.

Se possibile, naturalmente, sarei estremamente interessato a conoscere la sua valutazione della situazione in Medio Oriente e intorno all’Iran. Lei sa che la Russia ha un rapporto speciale e di fiducia con l’Iran, con i nostri partner e amici in Iran, un rapporto che si è sviluppato nel corso di decenni. Se possiamo fare qualcosa per risolvere questa crisi, saremo lieti di dare il nostro contributo. Lei è ben informato sulle nostre proposte in merito. In effetti, questi e altri argomenti potrebbero essere al centro del nostro scambio di opinioni odierno, compreso un possibile incontro in Cina. Anch’io ho alcune riflessioni in merito che vorrei condividere con voi. La prego di trasmettere al Presidente Trump i miei più sinceri ringraziamenti per gli sforzi profusi nella risoluzione della crisi in Ucraina. Grazie

L’inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff: Grazie, Presidente Putin. È un piacere vederla. Mi scusi, non sono molto bravo con la tecnologia. Innanzitutto, desidero ringraziarvi di cuore. Il Presidente vi porge i suoi ringraziamenti. Tutta la nostra nazione vi ringrazia per Steven Hubbard. Grazie a voi, potrà tornare a casa dalla sua famiglia. Ho incontrato suo figlio proprio l’altro giorno. È un sacerdote della Chiesa greco-ortodossa e mi ha parlato molto di lei. Quindi, la prima cosa che voglio dirle è grazie.

Vladimir Putin: Attualmente si trova all’aeroporto di Pulkovo.

Steve Witkoff: Sì, lo incontreremo. È un uomo di 75 anni. Lei parla tanto del mio Presidente, il Presidente Trump, come di un umanitario. Anche lei è un umanitario, signore. Lo ammiro per questo. La elogio e la ringrazio ancora. Oggi abbiamo molti punti all’ordine del giorno. Dobbiamo parlare di alcuni degli incontri che si sono svolti ieri a Oslo. Credo che siano stati produttivi e che ci sia un certo slancio. Spero che oggi si possa fare un ulteriore passo avanti in questo processo di pace e nella discussione su come risolvere il conflitto ucraino. So che la First Lady è grata di poter lavorare a favore di alcuni dei suoi progetti umanitari nella Federazione Russa. Le trasmetterò i vostri migliori auguri e benedizioni.

Uno degli obiettivi che spero di raggiungere oggi è quello di avviare un dialogo costruttivo sulla possibile ripresa dei colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Spero che possiate considerare questa opzione come il prossimo passo nel processo di pace, in modo da poter formare gruppi di lavoro tecnici che discutano i passi successivi. Credo che sia fondamentale. Spero che, anche se non dovessimo giungere a una soluzione oggi, il semplice fatto di parlarne e di valutare quali potrebbero essere i prossimi passi sia comunque importante, e credo che il mondo intero attenda con impazienza questo momento. La cooperazione economica e commerciale tra i nostri governi è un esempio delle possibilità che si aprono per il futuro. Credo che sia stato davvero un ottimo lavoro collaborare con Kirill.

(A Kirill Dmitriev:) Sei stato eccezionale, Kirill, davvero, credo. Il nostro Dipartimento del Tesoro sta lavorando con te in modo indipendente e penso che questo stia portando a comprendere quali possibilità ci siano tra le nostre due nazioni. Ne parliamo apertamente anche con gli ucraini, per dare loro un’idea di quali saranno le possibilità una volta terminato questo conflitto.

La sua decisione di rimuovere i controlli sulle esportazioni di gasolio dalla Russia e di venderlo non solo agli Stati Uniti, ma anche al resto del mondo, nel bel mezzo di questa crisi economica, credo sia stata un’azione davvero importante da parte sua, signore. So che il mio Presidente le è profondamente grato, così come i nostri agricoltori e altri, camionisti, che utilizzano il gasolio e sono stati duramente colpiti da questa crisi, e persone in tutto il mondo. È quindi un esempio di come possiamo lavorare tutti insieme. Voglio ringraziarla anche per questo. Abbiamo portato alcuni documenti da farvi esaminare. Si tratta di alcune idee sui diversi elementi di un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina. Potrete leggerli con calma più tardi. Ma Jared, che credo metteremo in contatto telefonico a breve, desidera anche dirvi alcune cose.

Vladimir Putin: Per quanto riguarda il gasolio, i prezzi sul mercato globale sono calati immediatamente del 5-6% in seguito all’annuncio da entrambe le parti che le forniture sarebbero state consegnate agli Stati Uniti. Stiamo attualmente preparando le spedizioni: diverse navi cisterna. La prima petroliera, con un carico di 40.000 tonnellate, partirà tra due o tre giorni, e le altre seguiranno a breve. L’unica cosa importante ora è definire gli accordi finanziari affinché tutto proceda senza intoppi. Per quanto riguarda gli agricoltori – ne sono consapevole, e il presidente Trump lo ha anche accennato durante le nostre conversazioni telefoniche – potremmo anche fornire fertilizzanti al mercato americano in grandi quantità. Discuteremo di tutte queste questioni.

http://en.kremlin.ru/events/president/news/81044

Mosca: Incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, 27 ottobre 2026

Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Masoud Pezeshkian, a margine dell’ottavo vertice del Forum dei paesi esportatori di gas.

Per la parte russa, hanno partecipato all’incontro il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov , il Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze Anton Siluanov , il Vice Capo di Gabinetto dell’Ufficio Esecutivo Presidenziale Maxim Oreshkin , il Vice Capo di Gabinetto dell’Ufficio Esecutivo Presidenziale e Addetto Stampa Presidenziale Dmitry Peskov , l’Assistente Presidenziale Yury Ushakov , il Ministro dell’Energia e Copresidente russo della Commissione Permanente Russo-Iraniana per la Cooperazione Commerciale ed Economica Sergei Tsivilev , il Ministro dei Trasporti Dmitry Yadrov, il Direttore del Servizio Federale per la Cooperazione Tecnico-Militare e Copresidente russo della Commissione Intergovernativa Congiunta Russo-Iraniana per la Cooperazione Tecnico-Militare Dmitry Shugaev, il Direttore Generale della Corporazione Statale per l’Energia Atomica Rosatom Alexei Likhachev e l’Amministratore Delegato di Gazprom Alexei Miller .

Presidente della Russia Vladimir Putin: Signor Presidente, Amici, Sono lieto di incontrarvi nuovamente, questa volta a margine del Forum dei Paesi Esportatori di Gas. Ritengo che l’evento odierno sia stato molto produttivo. Si stanno svolgendo numerosi incontri bilaterali tra colleghi, il che è altrettanto utile. Come sapete, io e voi abbiamo appena avuto un colloquio a quattr’occhi sulla situazione nella regione, che, naturalmente, non può non destare preoccupazione, non solo per noi, ma soprattutto per noi, in quanto Paese che collabora strettamente con l’Iran. Siamo vicini, abbiamo molti interessi comuni e ci impegniamo a realizzarli tutti. Ci auguriamo che la situazione si evolva in senso positivo.

Da parte nostra, stiamo adempiendo a tutti gli obblighi assunti nell’ambito dei nostri progetti comuni. Vorrei sottolineare che nei primi otto mesi di quest’anno gli scambi commerciali russo-iraniani sono cresciuti del 10,4%. La costruzione della centrale nucleare di Bushehr prosegue. Stiamo inoltre collaborando in ambito umanitario; il numero di studenti iraniani che studiano nelle nostre università, ad esempio, ha raggiunto quota 10.000. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, si sono svolti una serie di vivaci eventi in diverse città russe nell’ambito del Festival della Cultura Iraniana, in particolare a Mosca, Kazan e Astrakhan. Signor Presidente, siamo sempre lieti di darle il benvenuto a Mosca e in Russia, e siamo felici di avere l’opportunità di discutere le questioni attuali e di scambiare opinioni sulla nostra agenda bilaterale.

Grazie mille.

Presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian (ritradotto): Nel nome dell’Onnipotente!

Buonasera, signor Presidente.

Innanzitutto, vorrei ringraziarvi per la vostra ospitalità. Sinceramente, sono sempre lieto di essere qui a Mosca. Le nostre conversazioni sono sempre molto utili, poiché ci sostenete su questioni politiche ed economiche. Vi siamo davvero grati per il vostro supporto e la vostra assistenza. Come giustamente avete osservato, la nostra cooperazione commerciale ed economica è in crescita e in continuo sviluppo. Dopo le azioni aggressive intraprese dagli Stati Uniti nella regione, è apparso chiaro a tutti che dobbiamo impegnarci per costruire un mondo multipolare. Un mondo multipolare è vantaggioso per tutti e, naturalmente, ci offre l’opportunità di interagire con voi e con altri Paesi che desiderano rimanere indipendenti e liberi.

Credo che possiamo affrontare tutti i problemi che abbiamo nella regione e che siamo in grado di risolverli tutti, anche senza l’aiuto degli Stati Uniti. Non c’è bisogno di dipendere dall’assistenza americana nella regione, soprattutto per quei paesi che la pensano diversamente. Anzi, semplicemente non è così. Possiamo aiutarci a vicenda in ambito scientifico, economico, culturale, umanitario e della sicurezza. Lei ha sottolineato la particolare importanza di questi eventi culturali. Abbiamo già organizzato eventi simili a Mosca e ad Astrakhan. Il signor Lavrov ha recentemente visitato Teheran e ha riferito sui progressi della nostra cooperazione.

I nostri colleghi russi hanno chiesto che si tenesse un festival della cultura russa a Teheran, e hanno anche richiesto l’apertura di una redazione per i media russi a Teheran. Ho dato disposizioni affinché la questione venga affrontata con urgenza; la risposta è positiva e tutte le questioni relative all’apertura di una redazione di VGTRK a Teheran sono già state risolte; resta solo da finalizzare la procedura. Siamo pronti ad ospitare personalità di spicco della cultura russa per un festival dedicato alla cultura russa. Saremo lieti di darvi il benvenuto.

http://en.kremlin.ru/events/president/news/81098

Stefano Silvio Dragani già generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza, ha ottenuto anche un master di II livello in Studi Africani. Dopo incarichi operativi in Italia, ha svolto missioni internazionali in Albania, Kosovo, Ghana, Somalia, Ruanda e Belgio, lavorando come esperto di sicurezza e stabilizzazione in aree di crisi, anche per conto dell’Unione Europea. Ha tenuto docenze e seminari in Italia e all’estero – dall’Università di Padova alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri, fino ai congressi ONU sul terrorismo globale – ed è stato special advisor sia del Ministro della Sicurezza della Somalia che delle forze di polizia di Rwanda e Uganda.

È autore di cinque saggi pubblicati da Fawkes Editions, casa editrice romana: “Frammenti di vita” (2022), dedicato alla sua lunga esperienza africana; “La Cavalleria: uno stile di vita” (2023), un affresco storico-militare; “Conflitti e parole” (2024), centrato sui rapporti tra Africa e grandi potenze; “Un altro mondo” (2025) e “Ultimo Miglio” (2026), un’analisi attuale delle crisi in Medio Oriente e Ucraina. Ha vissuto sedici anni in Friuli Venezia Giulia, cinque dei quali a Sistiana, alle porte di Trieste, città a cui è profondamente legato. La sua visione internazionale si coniuga con una forte consapevolezza del ruolo strategico dell’Italia e del nostro territorio nel contesto geopolitico globale.

Articolo di Stefano Silvio Dragani




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