Toscana

Una manciata di minuti per colpire e tecniche sofisticate. Così il furto alla Top Gold. Giordini: “Forte preoccupazione”

Un colpo studiato nei minimi particolari. E un bottino da centinaia di migliaia di euro. Quello messo a segno questa notte alla Top Gold di Castelluccio è stato un furto pianificato da professionisti del crimine. A farlo pensare sono i tempi e le modalità con le quali la banda (composta presumibilmente dalle 5 alle 8 persone) ha agito. 

Erano le 3 circa di mercoledì 1 aprile quando l’allarme dell’azienda è scattato. I ladri hanno utilizzato una tecnica collaudata: hanno cosparso le due vie d’accesso all’azienda di chiodi e grossi rami d’albero ostacolando così l’arrivo delle forze dell’ordine e guadagnando tempo per la fuga.  Sono poi riusciti a sfondare l’ingresso, utilizzando un’auto lanciata a tutta velocità come ariete. La vettura era stata rubata poco prima ad Arezzo e abbandonata sul posto una volta concluso il furto. All’interno dell’azienda i banditi avrebbero impiegato poco più di cinque minuti per fare razzia di semilavorati e oro. Hanno cercato la cassaforte e sono riusciti a farla esplodere con una tecnica sofisticata, utilizzando del gas (una delle ipotesi è l’utilizzo dell’idrogeno, gas infiammabile impiegato frequentemente nelle imprese del settore). Poi sono scappati, nel buio, forse imboccando una strada secondaria sterrata. 

Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri: dopo i sopralluoghi a Castelluccio, volti a raccogliere elementi utili alle indagini, hanno acquisito le immagini di video sorveglianza che potrebbero fornire indizi preziosi per risalire agli autori della scorribanda.

 

Il precedente

 

La Top Gold già in passato era finita nel mirino della malavita. Nell’ottobre 2022 venne sventato un maxi colpo grazie ai sensori esterni dell’allarme che costrinsero i ladri a una rocambolesca ritirata attraverso la campagna, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Nel giugno 2021 invece i titolari denunciarono un furto da 5 chili di semilavorati in oro per un valore di circa 200mila euro. 

 

Nell’Aretino dall’inizio di questo 2026 sono stati numerosi i colpi e i tentativi. Lo scorso febbraio in due notti furono compiuti tre assalti: Rigutino, via Ramelli e Pieve al Toppo. Queste le ubicazioni delle imprese finite nel mirino. Ma non sono purtroppo le uniche: sempre lo scorso febbraio i carabinieri sventarono un colpo ad Anghiari grazie alla segnalazione di un cittadino che vide dei mezzi pesanti che nel cuore della notte stavano facendo manovre sospette. 

 

La preoccupazione del mondo orafo

“Siamo di fronte a un episodio che colpisce profondamente non solo l’azienda coinvolta, ma l’intero sistema produttivo del nostro territorio, in un momento già complesso, tra tensioni geopolitiche, aumento dei costi delle materie prime e rallentamento dei mercati”.  Dalle parole di Giordana Giordini, presidente di Confindustria Toscana Sud, emerge tutta la preoccupazione di un intero comparto, quello orafo, in seguito al colpo di questa notta all’azienda Top Gold di Castelluccio (Capolona). Un furto da professionisti, programmato nei minimi particolari. Con banditi che hanno agito in una manciata di minuti, utilizzando tecniche particolarmente sofisticate. 

Giordana Giordini nuova presidente Confindustria Toscana Sud-2

“Episodi come questo aumentano ulteriormente il senso di difficoltà e di vulnerabilità. È evidente che si tratta di un furto messo a segno da soggetti altamente esperti, che hanno agito con modalità organizzate e mirate, nonostante l’impegno costante delle imprese in termini di sicurezza e nonostante gli sforzi che tutte le forze dell’ordine – dalla Questura ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza – coordinate dalla Prefettura, hanno profuso negli ultimi anni – prosegue Giordini -. Ma, nonostante tutto ciò, questi episodi continuano a verificarsi, seppur più di rado, ed è quindi necessario riconvocare al più presto un tavolo sulla sicurezza tra associazioni, imprenditori, assicurazioni e istituti di vigilanza, per rafforzare il coordinamento e capire come migliorare ulteriormente le attività di prevenzione.
In questo senso, sono già stati fatti investimenti importanti, come l’installazione diffusa di sistemi di videosorveglianza con lettura targhe, che devono essere messi ancora più a frutto all’interno di un sistema integrato, così da diventare uno strumento sempre più efficace di prevenzione e controllo del territorio”.

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