Marche

«Una figura illustre, non di parte». E scatta la polemica

ANCONA Un nuovo nome per piazza della Repubblica. E dopo mesi di indiscrezioni, finalmente il Comune cala l’asso. Con ogni probabilità, infatti, l’iconica spianata davanti alle Muse diventerà piazza Corelli. «Ne stiamo parlando da un po’, è la nostra idea che dovremo condividere» conferma il sindaco Daniele Silvetti, che già aveva anticipato la cosa al Corriere Adriatico in una lunga intervista.

I motivi

Il primo cittadino motiva anche la scelta di questo personaggio, quello del tenore Franco Corelli, cui già è intitolato il Teatro delle Muse. «È una figura storica che ha dato lustro alla città e all’Italia intera, una delle più in vista della storia della musica e della lirica» spiega il sindaco. Naturale, insomma, che la scelta sia ricaduta su di lui. Volontà, quella di rinominare la piazza, rafforzata dall’arrivo di una statua celebrativa che verrà posta a corollario dei lavori di riqualificazione della piazza – che dovrebbero concludersi nel maggio del 2026. «Non abbiamo ancora deciso l’artista che se ne occuperà, potremmo pensare ad un bando aperto a chi vorrà cimentarsi nell’impresa, magari ai giovani artisti nostrani» immagina Silvetti. Una scultura da porre al centro della piazza rinnovata, o comunque in una posizione simbolica. Di certo, più grande del busto che oggi si trova all’interno delle Muse. Resta però un nodo da sciogliere, quello della reazione della città al cambiamento del nome. Non solo per i problemi che potrebbe creare un cambio così repentino in un luogo così iconico, ma anche per il significato politico che qualcuno potrebbe dare all’iniziativa. Online, infatti, c’è già chi specula su volontà oscure dietro la scelta di “cancellare” la piazza dedicata alla Repubblica. Complotti a parte, è innegabile che quello spazio sia l’unico – o, almeno, il più rappresentativo – in città dedicato alla nostra forma di governo. Come verrà gestita la cosa? La risposta di Silvetti è doppia. Da una parte, quella relativa al nome. «Spesso nelle nuove denominazioni, sulle targhe, si aggiunge sotto il nome storico del posto» avanza l’ipotesi il sindaco.

I retropensieri

Quanto alle critiche, in particolare a quelle politiche: «Se dovessimo farci condizionare da queste, sarebbe la paralisi». Silvetti rifiuta retropensieri vari ed eventuali, che giudica anzi «assurdi». Aggiungendo: «Andremmo a dare alla piazza il nome di un personaggio illustre a livello internazionale, non inventato o di parte. Un patrimonio della città». Tutto nell’ottica di «rilanciare un luogo che non era più una piazza». Ma che dovrebbe tornare ad esserlo presto, non appena la delicata riqualificazione verrà completata.




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