“Una donna sospesa tra il dolore e la gioia” Torino ricorda Alda Merini con uno spettacolo teatrale dedicato alla sua poesia e alla sua vita

“Sono nata il 21 a primavera, ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta”. Oggi Alda Merini, una delle voci poetiche più significative del secondo‘900 avrebbe compiuto 95 anni e Torino le ha reso omaggio con uno spettacolo teatrale intenso e vibrante, capace non solo di restituirne il ricordo, ma di regalarne un’immagine vivida e intensa.
E’ stata messa in scena al Teatro Erba di corso Moncalieri “Una donna sospesa tra il dolore e la gioia” una piece scritta dal poeta e drammaturgo Antonio Nobili che ricostruisce quattro giorni della quotidianità di Alda Merini.
Il sipario si apre sulla casa popolare dove la poetessa viveva, ai navigli, tra disordine, cicche sul pavimento, fogli sparsi, appuntati qua e là e pareti costellate di disegni e numeri telefonici. Uno squarcio sulla vita di una donna straordinaria capace sempre di emozionare e far riflettere, sia con la sua arte che con la sua dirompente personalità. Lo spettacolo, dunque con un forte taglio autobiografico non solo permette allo spettatore di immergersi nel mondo della Merini, ma affronta anche tematiche straordinariamente attuali come il ruolo della donna, l’integrazione sociale, la solidarietà e i disturbi psichiatrici che segnarono tutta la sua esistenza.
Lo spettatore, inoltre, tra sentimenti e parole che si rincorrono sul palco non può che domandarsi quale spazio e senso abbiano ancora oggi la poesia e l’arte di cui la Merini fu inevitabilmente sacerdotessa e vittima. L’azione scenica prende le mosse da una telefonata tra Alda Merini e un professore universitario che chiede alla poetessa di lasciarsi intervistare, per quattro giorni, da suo giovane studente, Paolo. I momenti trascorsi insieme porteranno la donna ed il suo inusuale interlocutore a mettersi reciprocamente a nudo fino a calarsi in un vortice emotivo dal quale entrambi, riemergeranno fortemente provati.
Neppure il pubblico è rimasto indifferente di fronte a questo viaggio che in modo incalzante e delicato allo stesso tempo, raggiunge il confine tra il dolore e la bellezza così solo come i poeti riescono a fare.
Lo spettacolo, giunto al suo ottavo anno di tournée, indaga in modo coinvolgente ed originale la poesia di Alda Merini, tra riso, riflessioni e struggenti momenti di abbandono sentimentale. A dare voce alla poetessa milanese è stata un’intensa Giorgia Trasselli, mentre Paolo è stato interpretato da Valerio Villa. Alla fine dello spettacolo entrambi gli attori insieme all’autore del testo e regista Antonio Nobili, sono scesi dal palco per incontrare ed abbracciare, non solo simbolicamente il pubblico in un sorprendente scambio di emozioni, riflessioni e sorrisi che in alcuni casi cercavano di camuffare occhi visibilmente lucidi per la commozione.




