«Una batosta ma ripartiremo presto»
FANO A poco più di 24 ore dal lunedì nero, in Carbon Line si consideravano le prospettive del riavvio. «Adesso si ragionerà con gli istituti assicurativi, per capire come si possa ripartire nel più breve tempo possibile», diceva nel tardo pomeriggio di ieri Michele Pierleoni, il titolare del cantiere nautico che ha tre sedi operative a Fano. Una di queste, nell’area industriale in via Papiria, è stata devastata da un incendio furibondo, che ha lanciato in aria una colonna di fumi alta alcune decine di metri, visibile fin da Senigallia.
Il racconto del titolare
Gravissimi i danni, ancora non quantificati nella loro ampiezza complessiva. «Una bruttissima batosta – ha proseguito Pierleoni – Le fiamme hanno distrutto la parte più estesa dello stabilimento, dove si producevano le barche di grandi dimensioni e dove lavorava un centinaio di dipendenti. Tre campate su quattro sono da demolire e da ricostruire, una è stata invece salvata. Non saprei quantificare con precisione i danni complessivi, posso soltanto dire che il punto sarà fatto nei prossimi giorni, perché al momento l’attenzione è su altre questioni riguardanti l’emergenza».
L’indagine sulle cause
Oggi, per esempio, è in agenda una riunione con i sindacati. «L’incontro servirà per stabilire quale sia il percorso migliore per i lavoratori», ha aggiunto Pierleoni riguardo a prevedibili contraccolpi dall’incendio. E nella giornata odierna è atteso anche il nucleo incaricato di investigare sul rogo in via Papiria, che quindi potrebbe stabilire qual è la natura dell’incendio nei capannoni per gli yacht in vetroresina e quale sia stata la sua origine. Nel frattempo, i vigili del fuoco hanno concluso il loro intervento ieri intorno alle 16.30, dopo avere bonificato anche gli ultimi piccoli focolai (del tutto sotto controllo) che hanno continuato ad ardere durante la notte di lunedì scorso e in parte della giornata successiva. L’intera area dell’incendio è stata posta sotto sequestro. Dovrebbero essere pronti domani, inoltre, i risultati dell’agenzia ambientale Arpam, che lunedì scorso ha installato i rilevatori utili a valutare l’impatto dei fumi sull’ambiente circostante. In attesa dei dati definitivi, resta in vigore l’ordinanza precauzionale emessa lunedì scorso dal sindaco Luca Serfilippi. Fin da quanto è scattata l’emergenza, l’amministrazione comunale di Fano ha comunicato quali fossero i comportamenti precauzionali da tenere nelle zone più vicine all’incendio, mentre la nube di vapori scuri si ergeva in cielo.
Gli obblighi
I consigli poi si sono trasformati in obbligo, come effetto dell’ordinanza, per coloro che si trovano nel raggio di due chilometri dall’incendio: finestre chiuse, condizionatori spenti, evitare di tenere gli animali all’aperto, di raccogliere e mangiare frutta e verdura dell’orto. L’altro ieri due mezzi della protezione civile, dotati di altoparlante, hanno avvisato anche gli abitanti dei Comuni circostanti, risalendo per diversi chilometri sia la vallata del fiume Metauro sia la vallata del fiume Cesano. Un forte odore di bruciato è stato percepito fino a Corinaldo. Via Papiria è stata chiusa al traffico per diverse ore per questioni di sicurezza.