Scienza e tecnologia

un viaggio horror tra amicizia e incubi, sulla scia di Little Nightmares

Abbiamo provato una breve demo di Reanimal, una nuova avventura a tinte horror vissuta da piccoli protagonisti memore delle lezioni che Tarsier Studios ha imparato realizzando i primi due capitoli di Little Nightmares. Pensato sia per una dimensione co-op, sia per il giocatore singolo, questo viaggio del brivido promette della sana tensione e ambientazioni ricche di macabro fascino. Parliamone.

Illuminazione e atmosfera

La prova si è aperta coi due amici intenti a ispezionare le valigie abbandonate su una spiaggia, con le onde del mare che si infrangevano sulla battigia e un enorme muro posto alle loro spalle. Già in queste prime fasi abbiamo apprezzato l’illuminazione in esterni e interni, così come i giochi di luce prodotti dalle lanterne impugnate dai due piccoli sugli specchi d’acqua e le superfici come botole metalliche e pareti.

Sul piano della palette cromatica, l’avventura ci è parsa un po’ più “spenta” rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere in Little Nightmares ma, si badi bene, la nostra non è una considerazione dispregiativa, tutt’altro in effetti (qui trovate la nostra prova di Little Nightmares 3). Le varie inquadrature che riprendono i personaggi – si pensi a quando corrono nel buio di una galleria seguendo un vecchio binario a favore di camera – la buona resa di elementi come la nebbia e lo stesso utilizzo di colori, danno corpo a un’atmosfera opprimente e assolutamente calzante col tipo di esperienza in questione.

Ma quale è l’obiettivo dei due piccoli protagonisti e dove si trovano? Mentre sul secondo punto è impossibile rispondere, nella speranza che Reanimal possa offrirci interessanti dettagli di lore lungo la strada, nella demo i piccoli erano sulle tracce di un loro amico. Anzi, a dire il vero non si sono limitati a osservarlo dalla distanza: sono riusciti anche a parlare con lui, seppur divisi dalle grosse sbarre di un condotto.

Siete tornati, sapevo che lo avreste fatto. Dovreste andare via, finché potete“. Queste sono le ben poco rassicuranti parole che il ragazzino ha rivolto ai protagonisti, con un tono di viva rassegnazione. Forse il racconto del gioco potrebbe affidarsi un po’ di più ai pensieri dei suoi personaggi rispetto ai precedenti firmati da Tarsier e questa è una prospettiva intrigante. Chiaramente, come da tradizione per il team di sviluppo, Reanimal non avrebbe potuto fare a meno di esseri inquietanti, che a più riprese hanno tentato di mettere i bastoni tra le ruote ai piccoli eroi mascherati. Ma andiamo con ordine.

La ricetta di gameplay

La ricetta di gameplay di Reanimal si basa su elementi ben noti a coloro che apprezzano questo tipo di viaggi del brivido: bisogna trovare oggetti come chiavi per aprire le porte e proseguire, avventurarsi in luoghi inquietanti come fabbriche abbandonate (o quasi…) e nel mentre aiutarsi a vicenda col compagno, ad esempio facendogli da appoggio per raggiungere una sporgenza per poi farsi tirar su. Nel corso della demo abbiamo trovato dei copricapi da poter indossare, con uno – un pelino disgustoso – che sembrava essere composto da… intestini. La seconda porzione della prova ci ha visto esplorare una zona un pochino più aperta, al fine di sistemare un carrello privo di alcune ruote.

È in questa fase che Reanimal ha iniziato a svelarci alcuni dei suoi orrori, sia quando abbiamo visto una creatura antropomorfa strisciare in un tunnel, il cui imbocco era un enorme buco fatto su un corpo senza vita, sia quando – nei pressi del cadavere-galleria – abbiamo trovato uno sturalavandini per recuperare un secondo corpo dal condotto di un gabinetto. Questo essere sembrava costituito di sola pelle, senza muscoli e viscere al suo interno, e in effetti avevamo ragione: poco dopo siamo stati inseguiti in una fabbrica da diversi di questi abomini capaci soltanto di strisciare, che per un soffio non ci hanno acciuffati.

Nella fase conclusiva della demo, dopo che a suon di cigolii abbiamo condotto il carrello lungo un binario per giungere a una rimessa di treni, abbiamo affrontato una nuova minaccia. Ci siamo dovuti nascondere sotto i sedili delle carrozze logore o riparare dietro pile di bagagli per non farci individuare dal nemico, un essere decisamente alto che a differenza dei suoi colleghi striscianti, seppur a fatica, riusciva a camminare in posizione eretta. I rantoli che emetteva, i respiri affannosi e i versi quasi euforici che ha fatto quando ci ha individuato confermano la bravura di Tarsier nel creare mostruosità in grado di generare brividi lungo la schiena e siamo sinceramente curiosi di scoprire quali altre creature popolano il mondo di Reanimal.

Previsto per il 2026, il titolo ha ancora tanto da dimostrare, ma di certo si sta muovendo nella direzione giusta per quanto concerne la costruzione dell’atmosfera che permea il suo mondo, e questo è positivo. Inoltre, alla fine della demo i due protagonisti sono stati finalmente raggiunti dall’amichetto che stavano cercando e tutti assieme sono sfuggiti all’inquietante spilungone. Dove sono andati? Ci toccherà scoprirlo col gioco completo tra le mani.




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