Toscana

un progetto per affrontare l’emergenza Alzheimer


Da Arezzo alla Toscana, un percorso per affrontare l’emergenza Alzheimer e per migliorare le risposte offerte alle famiglie. “Alzheimer: vietato abbandonare le famiglie” è stato il titolo di un ciclo di convegni e di incontri promossi tra la città e le vallate da Antonio Rauti, consigliere con delega al sociale della Casa di Riposo “Fossombroni”, che ha dato vita a un confronto tra caregiver, istituzioni, associazioni e professionisti sanitari per far luce sulle conseguenze di una patologia sempre più diffusa e impattante in termini di solitudine, fragilità e bisogni di supporto.
Questo percorso ha trovato espressione nella realizzazione di un report con proposte concrete in ambito sociale e sanitario per affrontare l’emergenza, per sviluppare nuovi servizi e per migliorare le risposte offerte alle famiglie che è stato presentato e consegnato a Guido Pratesi, presidente dell’ARET ASP – Associazione Regionale Toscana delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona. La richiesta del consigliere Rauti è, ora, di portare questo lavoro all’attenzione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dell’assessore alla sanità Monia Monni perché possa diventare uno strumento di lavoro utile alla definizione di politiche più incisive a sostegno delle persone affette da Alzheimer e dei loro familiari. “L’obiettivo condiviso con il presidente Pratesi – commenta Rauti, – è di trasformare le riflessioni emerse durante gli incontri in azioni concrete capaci di rafforzare la rete dei servizi, sostenere il ruolo dei caregiver e promuovere un approccio sempre più integrato tra sanità, sociale e territorio”.
Il percorso di “Alzheimer: vietato abbandonare le famiglie” ha preso il via con i convegni in Sala Rosa ad Arezzo e a Ponte a Poppi in Casentino, proseguendo poi con incontri tra Valdichiana, Valtiberina e Valdarno. A emergere è stata una generale insufficienza di risposte assistenziali nei territori soprattutto verso gli anziani non autosufficienti, nonostante un costante aumento dei casi che ha fatto registrare nel solo 2023 ben 7.248 persone con più di sessantacinque anni affette da Alzheimer e 5.802 casi di disturbo cognitivo minore. Le famiglie hanno lamentato significativi disagi economici, sociali e psicologici, con il forte timore di sfociare in situazioni di vero e proprio burn out. Tra le criticità sono state evidenziate la mancanza di nuove strutture, l’eccessiva burocrazia, la scarsa informazione sui servizi disponibili e il limite di posti letto autorizzati nelle Rsa che, dal 2005, è bloccato a ottanta unità e che non risponde all’innalzamento dell’età media e alla complessità dei bisogni dei caregiver. Le proposte concrete riportate nel report comprendono, dunque, la revisione della normativa regionale vigente in materia di accreditamento e assegnazione dei posti letto nelle RSA, l’autorizzazione di un incremento a cento posti letto per ciascuna Rsa con particolare attenzione alle strutture che accolgono pazienti affetti da Alzheimer e demenze, e la realizzazione o l’ampliamento di istituti socio-sanitari per garantire una risposta adeguata e dignitosa alle esigenze dei territori.
L’incontro tra il consigliere Rauti e il presidente Pratesi è avvenuto nei locali della Casa di Riposo “Fossombroni” di Arezzo dove è stato ribadito il valore di un lavoro condiviso tra territori e istituzioni regionali per costruire risposte più efficaci a una delle principali sfide sanitarie e sociali dei prossimi anni. “Il percorso di “Alzheimer: vietato abbandonare le famiglie” – conclude Rauti, – ha coinvolto centinaia di caregiver a cui abbiamo dato ascolto e voce. Il passaggio di consegne a Pratesi testimonia la volontà di muovere un ulteriore passo in avanti: l’auspicio è, infatti, che questo documento non rimanga solo una riflessione, ma diventi uno strumento utile per orientare scelte e investimenti della Regione. Davanti a una patologia che coinvolge migliaia di famiglie è fondamentale rafforzare i servizi, aumentare le strutture e garantire percorsi di assistenza sempre più vicini ai bisogni delle persone”.

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