Un “Osservatorio giovani artisti” sarà intitolato a Cauteruccio
Vorrei ricordare Giancarlo Cauteruccio. È stata una delle figure fondamentali nella storia del teatro di questa città, e non solo, ma dico di questa città perché l’attività che ha condotto al Teatro Studio di Scandicci è memorabile. Credo che sia fondamentale, per un teatro pubblico, ricordarlo». Così il direttore artistico del Teatro della Toscana Stefano Massini ricordando il regista, scenografo e attore calabrese Giancarlo Cauteruccio scomparso domenica nella “sua” Calabria, dove era tornato dal 2021. Il Teatro della Toscana e il Teatro Metastasio costituiranno anche un «Osservatorio giovani artisti e compagnie under 25» per intercettare il futuro della scena e favorire il ricambio generazionale, Massini ha annunciato che sarà intitolato alla memoria di Cauteruccio,
Le esequie del Maestro di teatro saranno celebrate stamane alle 10.30 nella chiesa Gesù Buon Pastore di Sibari. Il feretro muoverà dall’Hospice di Cassano Ionio, dove Cauteruccio si è spento, per raggiungere il luogo del rito funebre, dove amici e colleghi gli daranno l’estremo saluto. È stata la moglie, Anna Giusi Lufrano, ad annunciare la morte del maestro, affidando il commiato alle parole stesse del marito: «Lo senti il vento come parla? Il vento è una meraviglia della natura, lui suona. Il vento è musica. Io vado nella musica del vento».
E da ogni parte giungono messaggi di cordoglio: ogni comunità di artisti che ha lavorato con lui, nel corso della sua lunga carriera, lo ricorda con amore e ammirazione. «Giancarlo ci ha insegnato che il teatro non è un luogo da abitare, ma una soglia da attraversare. La sua ricerca e la sua visione continueranno ad essere guida e ispirazione per il nostro lavoro». Così in una nota la compagnia teatrale Krypton saluta il suo fondatore Giancarlo Cauteruccio, ricordandolo come «una delle grandi figure innovative della seconda avanguardia teatrale italiana. A partire dalla fine degli anni 70, ha dato vita a una ricerca radicale e riconoscibile, fondata sull’incontro fra teatro, arti visive, poesia, architettura e nuove tecnologie, mantenendo la centralità del rapporto fra corpo, spazio e parola».
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