Sardegna

Un miliardo e mezzo per l’assistenza sanitaria sarda: Todde illustra il piano a Nuoro


L’ INCONTRO – Con lei la direttrice del settore di competenza, Francesca Piras. Un piano che, va chiarito, è ancora “in fieri”, e punta anche sulle proposte dai territori. Dopo di Nuoro il confronto si sposterà a Sassari e Oristano, rispettivamente nelle giornate del 20 e 23 aprile. Prima di rientrare le aule regionali, per l’esame da parte della commissione e del consiglio. Di certo si conosce il budget: un miliardo e mezzo in tre anni, una parte dei quali del Fondo nazionale servizi sociali (11 milioni) e del Fondo per le povertà (30 milioni).

UN NUOVO PIANO DOPO 20 ANNI – L’introduzione è stata di Todde, volta a evidenziare la volontà di migliorare metodo e interventi, proprio grazie a un nuovo piano, che arriva a 20 anni da quello precedente: «Puntiamo a una maggiore integrazione tra sanità e assistenza, quella di case della salute e ospedali di comunità, e territorio», ha affermato la governatrice. «In questo ambito – ha aggiunto – è fondamentale l’informazione, rispetto ai servizi disponibili, in misura maggiore rispetto a quanto non è stato fatto sinora». I presidi sanitari sono tra l’altro destinati ad aumentare di numero, con le comunità che dovrebbero passare a 86, rispetto alle 50 sinora previste. Raddoppio addirittura per gli ospedali di comunità, da 13 a 26.

INTERVENTI SPECIFICI –  La misura “ritornare a casa”, per non autosufficienti, ha oggi nell’isola 5mila beneficiari, con la possibilità di accogliere nuove richieste. Stesso impegno per gli assegni della legge “162”, che ha consentito un supporto materiale ai più fragili, per l’età o la malattia. Tra le sofferenze, e non solo materiali, della terza età il piano si propone progetti per coinvolgere gli anziani, ed evitare il deperimento cognitivo. In evidenza nelle azioni di sostegno alla fascia giovanile la soluzione di una misura (il cosiddetto progetto di vita), che accompagni i beneficiari nella loro crescita e formazione, sino al raggiungimento di una maturazione e autosufficienza, anche economica. Un sostegno è stato previsto inoltre per favorire la natalità, nel bel mezzo delle buone pratiche, che si vogliono inserire con il piano, il potenziamento dei servizi territoriali, «per migliorare la vita in particolare nelle aree interne della regione e combattere lo spopolamento».

ISTITUZIONE DI UN FONDO REGIONALE – Nel confronto la voce della presidente regionale dell’Anci, Daniela Falconi, che ha chiesto l’istituzione di un fondo regionale, da dividere tra i comuni: «In questo modo chi amministra nei municipi – ha detto – potrà avere una certa autonomia, per far fronte alle richieste di assistenza». Ha introdotto l’incontro il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini.


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