un lite per una ragazza, il fendente fatale estratto da una scarpa. Poi la fuga in metro verso Milano
Un chiarimento finito nel sangue, una lama estratta da una scarpa e un ragazzo di 21 anni che si accascia a terra, morente, davanti ai passanti attoniti.
È la cronaca del tragico omicidio di Mohammed Hegazy Ibrahim Elsayed, giovane muratore egiziano, ucciso domenica pomeriggio in zona Cornelia.
Un delitto risolto a tempo di record dai Carabinieri della Compagnia San Pietro, che hanno chiuso il cerchio attorno a tre giovanissimi nordafricani.
La trappola e il fendente fatale
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il movente sarebbe legato a “frasi irriguardose” rivolte a una ragazza italiana, una questione d’onore che la vittima e il suo presunto assassino, il connazionale 23enne Alsahid Salama Jazar, avevano deciso di risolvere “alla vecchia maniera”.
L’appuntamento per il chiarimento si è trasformato subito in uno scontro armato. Mohammed si era presentato con un taglierino, ma Jazar era preparato al peggio: aveva nascosto un coltello in una scarpa.
Mentre la vittima stramazzava al suolo, l’aggressore fuggiva, lasciando i due complici — A.S (19 anni) e A.S.M.F (20 anni) — a tentare un inutile soccorso davanti ai testimoni.
La fuga verso Tiburtina e l’arresto
Grazie al massiccio presidio delle forze dell’ordine nell’area, disposto dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, i primi due complici sono stati fermati in flagranza di reato dai Carabinieri quasi in contemporanea con l’omicidio.
La caccia all’uomo per l’autore materiale si è invece spostata sui binari. Jazar, dopo aver gettato il coltello insanguinato in un cassonetto dei rifiuti, ha preso la metropolitana a Cornelia, ha cambiato linea a Termini ed è arrivato alla Stazione Tiburtina, pronto a saltare su un treno per Milano.
Qui, i militari dell’Esercito impegnati nell’operazione “Strade Sicure” lo hanno intercettato e consegnato ai Carabinieri, che lo hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.
L’arma del delitto nei rifiuti
Il cerchio si è chiuso definitivamente con il ritrovamento dell’arma. In una macabra caccia al tesoro tra i rifiuti, i militari dell’Arma, supportati dal personale dell’AMA, hanno setacciato decine di cassonetti fino a recuperare il coltello, ancora sporco di sangue.
Cornelia resta sorvegliata speciale
Mentre sul luogo del delitto compaiono i primi fiori e scritte in memoria di Mohammed, un giovane descritto da tutti come un lavoratore onesto, la zona di Cornelia resta sorvegliata speciale.
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