un investimento da 8 milioni. Aprirà ad aprile, con un ristorante
FERMO Aprirà ad aprile il nuovo outlet NeroGiardini a Campiglione di Fermo. Accanto ci sarà anche un locale adibito a ristorante che l’azienda di Monte San Pietrangeli affiderà in gestione per lo svolgimento dell’attività di ristorazione. Un investimento che si aggira attorno agli 8 milioni di euro.
Le cifre
E che si sommano ai 6 milioni necessari per la ristrutturazione degli spazi milanesi di corso Venezia, dove il marchio accoglie (e coccola) i suoi clienti. Di investimenti, del mercato e di formazione ha parlato Enrico Bracalente, ceo di B.a.g., azienda che possiede il marchio NeroGiardini. A proposito di formazione, l’imprenditore fermano non ha nascosto la difficoltà che incontra il Centro Formazione Professionale “Artigianelli” di Fermo, guidato da padre Sante Pessot, nel reclutare ragazzi per frequentare il corso triennale “Operatore per la calzatura” che Bracalente finanzia dal 2012. «A partire da gennaio 2027 arriveranno 12 ragazzi dall’Etiopia per poter formare una classe da almeno 15 alunni», sottolinea l’imprenditore fermano. Che poi prosegue: «Questi ragazzi etiopi, al termine del corso, potranno restare in Italia per lavorare o potranno tornare nel proprio Paese».
La formazione
La formazione è concatenata alla volontà dello stesso Bracalente di produrre in Italia. «Il made in Italy è un vantaggio. E se c’è un po’ di ottimismo sul futuro è arriva proprio dalla produzione italiana», ribadisce Bracalente. Che conferma come la filiera produttiva si sia assottigliata, insieme all’indotto, ma non al punto tale da far perdere competitività all’azienda. Una filiera produttiva che NeroGiardini sostiene. E a proposito di investimenti, oltre a quelli strutturali, ci sono quelli sulle persone. L’azienda ha inserito figure commerciali per penetrare nuovi mercati considerati strategici: Stati Uniti, Giappone, Corea e Paesi Arabi. E compensare la stagnazione dei mercati tradizionali europei. Senza parlare della Russia. «Ci vorranno almeno dieci anni per raccogliere i frutti di questi investimenti. Approcciare nuovi mercati in questo momento è molto difficile e l’investitore deve sapere che occorre molto tempo prima di vedere dei risultati», spiega lo stesso Bracalente. Che poi continua la disamina sul mercato: «Nel 2025 abbiamo perso il 14% del fatturato, arrivando a 85 milioni di euro. Complice il calo dei consumi. Sappiamo tutti che la spesa al supermercato è cresciuta, così come i costi energetici (utenze domestiche e carburante) per cui a fine mese il budget di spesa di una famiglia si è notevolmente ridotto. Il consumatore cerca di risparmiare e taglia le spese per l’abbigliamento e le calzature», aggiunge. E se il made in Italy è premiante, l’azienda di Monte San Pietrangeli è chiamata a internazionalizzarsi ulteriormente, andando a pescare vendite fuori Italia (mercato che sviluppa ancora il 70% del fatturato) e fuori Europa. «Il 2026? Se il 2025 è stato difficile, anche il 2026 lo sarà. Speriamo sia un po’ meglio. Ma resta complicato avere delle buone aspettative se nei negozi entra il 30% di gente in meno rispetto agli anni scorsi», conclude Bracalente.




