Emilia Romagna

un ingegnere le riporta alla luce con un Atlante digitale


La provincia di Modena custodisce una tradizione sportiva particolarmente ricca, che va ben oltre le esperienze più celebri delle sue formazioni professionistiche. A ricostruirla è l’Atlante Storico del Calcio Italiano, il progetto digitale ideato e realizzato dall’ingegnere civile e giornalista sportivo Francesco Ippolito, foggiano, autore di due edizioni dello stesso libro ufficiale dedicato alle maglie dell’Inter, pubblicato da Giunti Editori in collaborazione con FC Internazionale Milano.

Il portale, consultabile gratuitamente all’indirizzo https://atlantedelcalcio.it/, raccoglie oltre 1.500 società calcistiche italiane, dalle grandi protagoniste della Serie A alle piccole realtà che hanno disputato anche una sola stagione nei campionati nazionali. Nella provincia di Modena sono quindici le società censite dalla Serie D in su, considerando anche le categorie equivalenti delle diverse epoche, dal 1929 alla stagione 2026-2027. Un mosaico calcistico che coinvolge dodici comuni e permette di riscoprire anche società oggi poco conosciute.

Quel Modena terzo in Serie A, davanti a Inter e Juventus

Una delle pagine più prestigiose della storia calcistica provinciale risale alla stagione 1946-1947, quando il Modena concluse il campionato di Serie A al terzo posto, alle spalle del Grande Torino e della Juventus, precedendo anche l’Inter.

L’Atlante documenta 95 partecipazioni nazionali del Modena, comprendenti 14 stagioni in Serie A, 55 in Serie B, 24 in Serie C e categorie equivalenti, una in Serie C2 e una in Serie D. Nella particolare classifica storica nazionale elaborata dal progetto, il Modena occupa il 21º posto in Italia con 624 punti, confermandosi tra le società con la maggiore continuità di partecipazioni ai campionati. Il ranking assegna dieci punti per ogni stagione in Serie A, sette in B, quattro in C, due in C2 e uno in D. Si tratta di una graduatoria autonoma dell’Atlante, non ufficiale della FIGC.

Francesco Ippolito: “La storia del calcio italiano viene spesso raccontata attraverso gli scudetti e i grandi club, ma ci sono società che hanno attraversato quasi un secolo di campionati e che meritano una valorizzazione particolare. Il Modena è un esempio significativo: non soltanto per il terzo posto in Serie A del 1947, ma soprattutto per la continuità della sua presenza nei campionati nazionali. La classifica storica permette di osservare questa dimensione, mettendo insieme decenni di risultati che normalmente vengono considerati separatamente”.

Sassuolo e Carpi, due scalate che hanno cambiato la geografia del calcio italiano

Il Sassuolo conquistò per la prima volta la Serie A nel 2013, arrivando a uno storico sesto posto nella stagione 2015-2016 e la conseguente qualificazione alle competizioni europee. Nell’Atlante conta 56 partecipazioni ai campionati nazionali, di cui 13 in Serie A, sei in Serie B, due in Serie C, 14 in Serie C2 e 21 nella quarta e quinta serie. Nella classifica storica occupa il 76º posto nazionale con 229 punti.

Nel 2015 il Carpi conquistò la prima promozione della propria storia in Serie A, dopo aver vinto il campionato cadetto con 80 punti. L’esperienza nella massima serie durò una stagione, ma rappresentò un risultato storico per la città. Complessivamente, il Carpi conta 82 partecipazioni ai campionati nazionali e occupa il 79º posto nella classifica dell’Atlante con 216 punti.

Mirandolese e Finale Emilia, quando la Bassa modenese giocava in Serie C

La Mirandolese ha disputato complessivamente 26 campionati nazionali, con tre partecipazioni alla Serie C e 23 nella quarta e quinta serie. Nell’Atlante occupa il 304º posto nella classifica storica nazionale, con 35 punti. Anche il Finale Emilia raggiunse la Serie C nell’immediato dopoguerra, disputando tre stagioni consecutive dal 1945-1946 al 1947-1948. Nel campionato 1946-1947 la società biancoazzurra conquistò addirittura il secondo posto nel proprio girone, con 34 punti. A queste realtà si aggiunge il San Felice, formazione di San Felice sul Panaro che partecipò a tre campionati interregionali tra il 1988-1989 e il 1990-1991.

Sempre Ippolito: “Una delle cose che più mi affascinano è scoprire che piccoli centri abbiano avuto società capaci di giocare in Serie C o nei campionati interregionali, talvolta molti decenni fa. La Mirandolese e il Finale Emilia raccontano un calcio profondamente radicato nelle comunità locali, fatto di tradizioni che rischiano di scomparire con il passare delle generazioni. Con l’Atlante ho cercato di recuperare anche queste storie, perché ogni partecipazione nazionale rappresenta un tassello della memoria sportiva del territorio”.

 


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