Friuli Venezia Giulia

Un colosso punta Rizzani De Eccher


Nel Risiko delle grandi infrastrutture italiane, Webuild muove una pedina strategica che guarda al Nord-Est. Pietro Salini, amministratore delegato del gigante nato dalla fusione tra Salini e Impregilo, ha rotto gli indugi confermando l’interesse per la friulana Rizzani de Eccher, come riportato da Il Sole 24 Ore. “Vediamo una opportunità”, ha dichiarato il top manager, delineando una strategia che va oltre la semplice espansione dimensionale.

La strategia: l’integrazione verticale

Il cuore dell’operazione risiede nell’efficienza operativa. Salini ha spiegato che il gruppo sta valutando una “possibilità di integrazione verticale”. In termini finanziari, l’obiettivo è chiaro: “Internalizzare l’Ebitda che oggi rimane all’interno del gruppo”. Acquisire competenze e rami d’azienda specifici permetterebbe a Webuild di trattenere quote di profitto che attualmente finiscono a fornitori o partner esterni, ottimizzando la redditività dell’intera filiera costruttiva.

Cantieri nel mirino: dal Brennero a Venezia

Le voci su un possibile interessamento di Webuild per la storica azienda friulana circolavano con insistenza già da metà gennaio. Al centro dell’attenzione ci sarebbe in particolare il comparto dei cantieri ferroviari. Tra le opere più ambite spicca l’appalto per il collegamento ferroviario tra l’aeroporto Marco Polo di Venezia e la stazione di Mestre, un’opera fondamentale per l’intermodalità veneta. Ma l’asse dell’interesse si sposta anche al Sud, coinvolgendo i numerosi interventi previsti per l’ammodernamento della rete ferroviaria in Sicilia.

Il nodo del Friuli Venezia Giulia

L’eventuale ingresso di Webuild potrebbe rappresentare una svolta per alcuni cantieri critici gestiti da Rizzani de Eccher in Friuli Venezia Giulia. In cima alla lista c’è il complesso intervento per l’ospedale di Cattinara a Trieste, i cui lavori sono fermi da diversi mesi tra incertezze e ritardi. Non meno importante è il fronte autostradale sulla A4: la sostituzione di 10 cavalcavia nel tratto tra San Donà e Portogruaro è infatti un tassello essenziale per il completamento della terza corsia, arteria vitale per il traffico merci verso l’Est Europa.

L’assetto societario

Rizzani de Eccher attraversa una fase di profonda trasformazione. Il gruppo, che conta oggi circa 1.800 dipendenti, ha visto nel 2024 un cambio della guardia nella compagine sociale: il gruppo Saggita ha infatti rilevato il 76 per cento delle quote, lasciando la parte restante ai fratelli Marco e Claudio de Eccher. L’interesse di un player globale come Webuild potrebbe ora riscrivere il futuro di una delle realtà storiche dell’edilizia italiana, garantendo la continuità di opere strategiche per il sistema Paese.
 


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