Marche

«Un camionista ha scaldato il latte a un bimbo di 2 mesi»

PORTO RECANATI L’autostrada A14 è rimasta chiusa per ore dopo l’assalto armato ai portavalori avvenuto verso le 18 all’altezza del chilometro 248, a Porto Recanati. Tra Loreto e Civitanova lo stop ha riguardato entrambe le direzioni con centinaia di automobilisti rimasti bloccati e in attesa dei rilievi all’interno del tratto chiuso al traffico. Si sono subito formate code chilometriche: 3 km sulla carreggiata sud, 2 sulla nord. Autostrade per l’Italia ha aggiornato continuamente la situazione consigliando dapprima agli automobilisti l’uscita obbligatoria a Civitanova per chi proveniva da sud e Loreto per chi proveniva da nord. Ma la situazione, nel volgere di poco tempo, è peggiorata.

L’odissea

Con il riversarsi del traffico sulla viabilità ordinaria, in particolare sulla Statale Adriatica, si sono formate lunghe code per uscire dai caselli, ieri sera c’erano ancora 5 chilometri di auto bloccate per l’uscita a Civitanova con Autostrade che invitava ad usare il casello di Porto Sant’Elpidio e 2 chilometri di fila a Loreto con invito ad usare l’uscita di Ancona Sud.

Ore e ore di attesa in autostrada (la situazione si è sbloccata poco prima delle 23) per gli automobilisti che al momento dell’assalto armato viaggiavano sulla carreggiata sud tra Loreto e Civitanova.

Tra loro una giovane che seguiva i due portavalori assaltati, a distanza di qualche centinaio di metri. «Siamo tutti in coda – ha raccontato – e restiamo in macchina perché è anche freddo. Mi sono trovata a poche auto dall’assalto, a un certo punto ho visto un’autocisterna di traverso, un camionista che è sceso e rimuoveva delle cose da terra (i chiodi a tre punte, ndr). Pensavo fosse un incidente ma poi ho visto un uomo correre verso di noi e urlare «c’è una rapina, c’è una rapina, sono armati».

In quel momento ho sentito gli spari, un ragazzo ha visto un’auto zigzagare lanciando dei chiodi. C’era un uomo sotto choc», ha continuato la giovane, che ha raccontato anche di un momento di grande solidarietà tra gli automobilisti: «Tanta gente si è prestata a cambiare le ruote forate a chi non riusciva a farlo, ci siamo aiutati a vicenda. Un camionista si è reso disponibile a scaldare il latte a una ragazza bloccata insieme a noi con un bimbo di appena due mesi».




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