Un business plan sostenibile, o la concessione decadrà

Genova. Tolleranza sì, arrendevolezza no. Il Comune punta i piedi sul futuro del mercato del Carmine, e annuncia che in mancanza di un business plan sostenibile per riaprirlo al pubblico verrà avviato l’iter per far decadere la concessione al Consorzio del Carmine di Gian Battista Costa e Adriano Anselmi.
A quel punto il Comune potrà decidere come impiegare la struttura, e l’ipotesi è quella di fare un nuovo piano sicurezza per rendere disponibile il mercato per manifestazioni temporanee: “Al momento in città abbiamo mancanza di spazi, molti ci chiedono luoghi come il Carmine per darli alla società per iniziative e nuova funzionalità, questa potrebbe essere un’idea per tenerlo aperto in attesa di un piano a lungo termine”.
Prima però va risolto il nodo della concessione attuale, rinnovata nel 2022 (senza bando) e in vigore sino al 2027. Negli anni in cui il consorzio si è occupato del rilancio del mercato si sono resinate tre gestioni fallimentari. L’ultima, affidata a un consorzio in cui spiccavano Dalf carni e Porcavacca, ha gettato la spugna a fine luglio, ad appena quattro mesi dalla riapertura.
Da agosto le luci nella struttura sono spente, le porte sprangate, e i gradini sono diventati rifugio per senzatetto che vi si riparano la notte. Un buco nero che pesa soprattutto alla luce degli investimenti fatti per restituirlo al quartiere e alla città, e per cui a oggi non sono state trovate soluzioni a lungo termine.
“Abbiamo avuto un incontro con gli attuali concessionari, che si sono dimostrati molto ansiosi di ricominciare, ma ci chiedono di farlo a settembre perché non possono fare lavori prima dell’estate”, esordisce Beghin senza nascondere “lo scarso entusiasmo” per la richiesta.
“La nostra postura come amministrazione pubblica è tutelare chi crede in Genova e vi investe. Abbiamo quindi concesso ancora qualche settimana di tempo al consorzio per presentare un piano di sviluppo sostenibile, se così non sarà si avvieranno le procedure per la decadenza della concessione rientrando in possesso del manufatto”.




