Toscana

un bando per gli aiuti e la ricerca di sedi alternative


L’asilo di Soci è ancora sotto sequestro. Dalla tragedia del piccolo Leo la struttura non è stata riaperta. E tante famiglia sono in attesa che venga riattivato per loro un servizio. Il Comune dopo circa due mesi dalla chiusura ha chiesto il dissequestro, ma la risposta delle autorità è stata negativa per motivi d’indagine. Adesso le famiglie chiedono sostegno e il comune di Bibbiena sta dando le prime risposte: aiuti e ricerca di sedi alternative. Su questi due aspetti il sindaco di Bibbiena, Filippo Vagnoli, e la giunta stanno lavorando.

“L’Amministrazione – spiega il Comune in una nota – ha messo a disposizione un contributo economico in favore delle famiglie dei minori iscritti al nido comunale, costrette, in assenza del servizio, a ricorrere a strutture educative private o a servizi di baby-sitting o anche a rinunciare temporaneamente all’attività lavorativa. Il contributo è finalizzato proprio a sostenere, in via parziale, agli sforzi economici sostenuti o alla riduzione del reddito percepito. Il contributo sarà determinato in base alle fasce Isee e sarà erogato a seguito di una rendicontazione dettagliata fatta dalle famiglie, attestante le spese sostenute o l’ammanco di reddito subito, relative alla frequenza di strutture private, alle prestazioni di baby-sitter, al congedo parentale retribuito al 30 per cento, ai periodi di aspettativa non retribuita”.

“Abbiamo lavorato – afferma il sindaco -, come promesso sul Bonus da destinare alle famiglie, si tratta di un aiuto economico con contributi fino a 800 euro per le spese sostenute in questi mesi. Ma le azioni messe in campo per aiutare le famiglie vanno anche in altre direzioni come l’individuazione delle sedi alternative, ovvero il plesso della scuola per l’infanzia Mencarelli a Bibbiena Stazione e non solo. Su questa parte stiamo recependo dalle autorità gli indirizzi per i vari adeguamenti previsti dalla legge per la fascia 0-6. Continua il confronto con la Regione Toscana e ovviamente con le famiglie e le autorità giudiziarie”.

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