Un anno dopo la tragedia di Mattia Cossettini in Egitto, la famiglia denuncia ospedale e villaggio

Un anno fa moriva, ad appena nove anni, Mattia Cossettini, il bambino di Tricesimo colpito da un malore a Marsa Alam, in Egitto, mentre era in vacanza con i genitori. Mentre le comunità di Tavagnacco e di Tricesimo si preparano a commemorarne la scomparsa, la famiglia Cossettini ha avviato una formale contestazione nei confronti dell’ospedale di Marsa Alam, della direzione sanitaria egiziana, del villaggio turistico che li ospitava e dell’agenzia di viaggi che ha organizzato il soggiorno.
La dinamica della tragedia
Mattia fu colpito da un improvviso malore durante una gita in barca. Nonostante la gravità delle condizioni del bimbo, l’escursione – in base alla ricostruzione della famiglia – non fu interrotta dagli organizzatori e Mattia non venne immediatamente soccorso. Solo dopo alcune ore fu ricoverato nella clinica del villaggio turistico, priva di adeguate strutture ospedaliere. In seguito al rapido peggioramento delle sue condizioni, il bambino fu trasferito all’ospedale governativo di Marsa Alam, dove morì poche ore dopo.
Una diagnosi sbagliata
Secondo la famiglia di Mattia ci sono “gravi carenze organizzative e strutturali” nell’ospedale di Marsa Alam, ritenuto in condizioni igienico-sanitarie fatiscenti e privo di competenze e protocolli adeguati per curare il bambino. Viene poi contestata un’errata diagnosi iniziale, formulata dai medici dell’ospedale egiziano e poi smentita dall’autopsia eseguita all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
La comunicazione del decesso da parte dell’ospedale egiziano
Nel mirino della famiglia Cossettini anche la comunicazione della morte di Mattia da parte dell’ospedale di Marsa Alam, che ha attribuito il decesso del piccolo a presunte complicanze di un tumore cerebrale e di polmonite batterica. In questo caso la famiglia ravvisa una “violazione della riservatezza sanitaria e della dignità umana, esponendo pubblicamente la vicenda clinica di un minore e generando una vasta risonanza mediatica internazionale”.
Source link




