Toscana

Un altro 1-0 da grande squadra e traguardo più vicino. E’ un Arezzo d’acciaio


Il settimo 1-0 della stagione è molto più di un dato statistico: è la radiografia fedele di un Arezzo che si sta consolidando come capolista. Una squadra consapevole, capace di scegliere come e quando colpire, senza l’ansia di dover strafare né stravincere. Contro la Juventus Next Gen, reduce come gli amaranto da tre successi consecutivi, la prova di forza sta nel punteggio minimo e nel controllo complessivo della gara. Il gol di Tavernelli, ancora una volta a segno sullo 0-0, ha indirizzato il pomeriggio ma poi la squadra ha dovuto gestirlo, senza arretrare in modo passivo, senza sfilacciarsi, senza perdere le distanze. L’Arezzo ha saputo alternare possesso e difesa bassa, aggressione e attesa, mostrando una padronanza delle varie fasi che fino a qualche settimana fa era intermittente. Se servisse un’unica parola per etichettare questa squadra, adesso sarebbe “maturità”. 

La linea difensiva è una certezza. Chiosa governa il reparto con esperienza e carisma, Gilli è tornato sugli standard del girone d’andata, Coppolaro si conferma affidabile anche da terzino adattato. Il portiere Venturi, quasi mai impegnato in passato, stavolta ha messo la firma sul risultato con un intervento pesante su Anghelè e una serie di uscite tempestive: 330 minuti senza subire gol non sono casualità. In mezzo al campo Bucchi trova risposte robuste. Ionita disputa la miglior gara da quando è ad Arezzo, equilibratore perfetto del 433, sempre dentro la partita con tempi e letture impeccabili. Guccione, celebrato per le cento presenze, gioca una partita ispirata e Tavernelli è tornato a essere il chiavistello che scardina le difese: settimo gol in campionato, quinto sullo 0-0, novanta minuti giocati con il turbo inserito. Bucchi gli aveva raccomandato serenità e pazienza, la risposta è arrivata sul campo. 

La vittoria contro la Juventus Next Gen conferma che il gol da tre punti di Mawuli a Forlì, al minuto 91, non è stato solo un episodio, ma uno spartiacque. Da lì in avanti l’Arezzo ha cambiato passo, pelle e consapevolezza. Anche in un Comunale privo dei gruppi della Sud, che hanno disertato in protesta contro le squadre B, gli amaranto hanno risposto con una prova di solidità e concretezza. Segnali chiari di un gruppo che sa dove vuole andare.




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