Umbria

Umbria jazz 2026, da Bill Frisell a Fred Hersch sarà un festival “grandi firme” anche al Morlacchi

Da Fred Hersch a Bill Frisell, da Paolo Fresu a Kenny Barron fino a Cécile McLorin Salvant, Steve Coleman e tanti altri. Sarà un’Umbria jazz 2026 dai grandi nomi e dall’alto tasso di qualità quella che andrà in scena non solo all’Arena Santa Giuliana, ma anche al teatro Morlacchi. Il cartellone del palco dedicato al jazz più “puro” è stato svelato mercoledì dagli organizzatori del festival in programma a Perugia dal 3 al 12 luglio.

Fresu e non solo «Un festival nel festival» che partirà il 4 luglio con Paolo Fresu, che propone «Kind of Miles», uno spettacolo che unisce concerto e narrazione. Nel centenario della nascita di Miles Davis, Fresu riflette e racconta la vita di una delle figure fondamentali della musica del Novecento, estendendo il racconto oltre il solo ambito jazzistico. Il giorno successivo sarà la volta di Cécile McLorin Salvant, «una straordinaria tecnica vocale che si coniuga con una sicura presenza scenica», accompagnata dal suo quartetto. Il 6 luglio saliranno sul palco Steve Coleman e i Five Elements, protagonisti della scena jazz più innovativa degli ultimi quarant’anni, con un repertorio che sintetizza la carriera del musicista come compositore, sassofonista, band leader e produttore.

Bernstein e Moran Peter Bernstein sarà in quartetto il 7 luglio. Già protagonista della chitarra jazz newyorkese dalla fine degli anni ’80, Bernstein ha collaborato con artisti del calibro di Sonny Rollins, Bobby Hutcherson, George Coleman, Lou Donaldson, Dr. Lonnie Smith, Joshua Redman, Diana Krall e Lee Konitz, consolidando una carriera intensa tra concerti e registrazioni. Il pianista Jason Moran si esibirà l’8 luglio in piano solo, presentando un percorso che unisce la storia del jazz alle tendenze più innovative e all’arte contemporanea, confermando una lunga carriera ricca di riconoscimenti e prove discografiche.

Frisell e De Holanda Bill Frisell, il 9 luglio in trio con Greg Tardy, è considerato «uno dei più importanti e carismatici chitarristi della generazione venuta dopo Jim Hall». La sua carriera, lunga oltre quarant’anni, lo ha visto esplorare con originalità ogni forma di linguaggio musicale, mantenendo un suono immediatamente riconoscibile e una capacità improvvisativa unica. Hamilton de Holanda si esibirà il 10 luglio in trio, mostrando virtuosismo e ispirazione sul suo bandolim a dieci corde, uno strumento che ha trasformato in una voce ricca e profonda.

Hersch e First meeting L’11 luglio sarà una giornata di grandi appuntamenti: Fred Hersch, considerato un «artista di culto» e pluripremiato con venti nomination ai Grammy Awards, si presenterà in trio con Drew Gress al contrabbasso e Peter Erskine alla batteria. Nello stesso giorno salirà sul palco anche la super band First Meeting, formata da Gonzalo Rubalcaba, Chris Potter, Larry Grenadier ed Eric Harland. Il nome della formazione e del recente doppio album live, First Meeting, racconta il primo incontro tra i musicisti e la creazione di un progetto basato sull’improvvisazione e sulla sintonia reciproca.

Barron A chiudere il programma del Morlacchi, il 12 luglio, sarà Kenny Barron, uno dei pianisti americani più stimati da critica, pubblico e colleghi. Accompagnato dalla cantante Ekep Nkwelle, che aveva già debuttato a Orvieto l’anno scorso, Barron offrirà un concerto in cui sarà possibile apprezzare il suo fraseggio, il suono, il senso del tempo, l’invenzione melodica e la vasta cultura jazzistica. Per tutti i concerti i biglietti saranno in vendita dal 20 febbraio.

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