Friuli Venezia Giulia

Udine entra nella rete globale delle Blue Communities: prima in Italia

Udine entra ufficialmente nella rete internazionale delle Blue Communities e lo fa da apripista: il capoluogo friulano è infatti il ​​primo Comune italiano a ricevere la certificazione internazionale che riconosce l’impegno concreto nella tutela dell’acqua come bene comune, diritto umano universale e risorsa pubblica da gestire in modo sostenibile. Da oggi Udine si aggiunge una città come Parigi, Berlino e ad altre 118 città già parte della rete globale.

La consegna della certificazione

La certificazione: un traguardo e una responsabilità

La certificazione è stata consegnata virtualmente da Maude Barlow, attivista internazionale e fondatrice del movimento delle Blue Communities. Il riconoscimento rappresenta il punto di arrivo di un percorso costruito dall’amministrazione comunale insieme a una rete di soggetti del territorio, che negli ultimi anni ha rafforzato l’impegno amministrativo e culturale sul tema dell’acqua fino a inserirsi stabilmente in un progetto di rilievo internazionale. A promuovere lo sviluppo delle Comunità Blu in Italia è il CeVI – Centro di volontariato internazionale, che ha accompagnato la crescita delle prime esperienze nazionali: proprio Udine e il Parco delle Madonie.

“Ora azioni concrete in città e nelle scuole”

“Ricevere la certificazione internazionale di Blue Community è per il Comune di Udine un risultato di grande valore, che riconosce la serietà del lavoro svolto in questi anni e ci consegna una responsabilità ancora più forte per il futuro”, ha sottolineato l’assessora alla Sostenibilità ambientale Eleonora Meloni.

“Per noi questo traguardo conferma una visione chiara: l’acqua è un diritto fondamentale, un bene comune da difendere e una risorsa che va governata con lungimiranza, in stretta collaborazione con il gestore pubblico CAFC e con tutti i soggetti del territorio. Il nostro impegno si traduce in azioni concrete, dalla tutela della risorsa idrica alla riduzione degli sprechi, fino alla promozione dell’acqua pubblica nelle scuole e nei luoghi della vita quotidiana”.

Le prossime iniziative dell’amministrazione:

  • Durante la presentazione dell’attestazione, l’assessora Meloni ha elencato alcune nuove iniziative: 
    l’installazione di una nuova casetta dell’acqua al Parco Martiri delle Foibe, grazie alla collaborazione del Consiglio di quartiere partecipazione e del Comitato di viale Ungheria;
    la collocazione in alcune scuole primarie di erogatori di acqua fresca e controllata, in particolare nelle primarie Manzoni, P. Zorutti , EF Bellavitis , G. Ellero e A. Zardini.

Università, sensibilizzazione e “Contratti di Fiume”

Nel tempo Udine ha costruito un’azione articolata, anche in raccordo con Uniud, che dal 2018 coordina un tavolo di lavoro sull’acqua per promuovere una cultura consapevole del bene comune acqua. Accanto alle attività di sensibilizzazione rivolte a cittadinanza e scuole, il Comune ha consolidato il proprio impegno tramite i Contratti di Fiume, strumenti strategici per la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica.

Contratto di Fiume del Cormor

Il Comune è coinvolto nel Contratto di Fiume del Cormor, sottoscritto nel marzo 2026 insieme a 25 Comuni, Regione, Consorzio di bonifica e associazioni del territorio. Il contratto prevede azioni su:

  • sicurezza
    qualità delle acque
    funzione di risparmio
    contrasto a plastiche e microplastiche
    promozione del territorio anche in chiave turistica

Contratto di Fiume del Roiello di Pradamano

Udine partecipa anche al Contratto di Fiume del Roiello di Pradamano, sviluppato con il Comune di Pradamano e altri partner locali, in una logica di tutela ambientale, partecipazione civica e valorizzazione paesaggistica e culturale. È stato definito un Programma d’Azione 2023-2025 con 30 progetti operativi che includono:

  • manutenzione e interventi per il miglioramento della funzionalità idraulica
    coinvolgimento della cittadinanza
    valorizzazione storico-paesaggistica del corso d’acqua
    strumenti di fruizione come la Mappa di Comunità e percorsi di mobilità dolce

A questi due tasselli si aggiunge un ulteriore passaggio già in agenda: il Comune è infatti prossimo ad avviare la procedura per la stipula del Contratto di Fiume del Torre, per rafforzare una strategia integrata su gestione dell’acqua e del territorio.

Udine modello nazionale 

“Essere la prima amministrazione comunale italiana a ottenere questa certificazione significa anche assumere il compito di aprire una strada”, ha aggiunto Meloni. “Vogliamo che Udine sia un esempio a livello nazionale: una città capace di coniugare gestione pubblica della risorsa, innovazione, educazione ambientale e partecipazione della comunità. In un paese come l’Italia che è il massimo consumatore d’acqua in bottiglia in Europa e secondo al mondo, superato solo dal Messico. Le Comunità Blu non sono solo un riconoscimento, ma un metodo di lavoro che ci chiede coerenza, investimenti e responsabilità condivisa”.

Gemello digitale della rete e contatori intelligenti

Nel percorso verso la certificazione, è considerato fondamentale il ruolo di Cafc, gestore del servizio idrico integrato nel territorio comunale e partner dell’amministrazione nello sviluppo di interventi orientati a efficienza e innovazione.

“L’ingresso di Udine nella rete delle Comunità Blu rappresenta un passaggio concreto verso una gestione dell’acqua sempre più sostenibile e condivisa. Come Cafc sosteniamo questo percorso, che mette al centro il valore pubblico della risorsa e la responsabilità collettiva nella sua tutela”, ha commentato il presidente di Cafc Salvatore Benigno.

Benigno ha riepilogato alcuni risultati e obiettivi:

  • digitalizzazione di circa 3.000 chilometri di rete acquedottistica, trasformata in un gemello digitale per una gestione predittiva 
    installazione nel Comune di Udine di oltre 21.000 contatori intelligenti , per individuare consumi anomali e perdite
    sviluppo del progetto Smart Water Management FVG , finanziato dal PNRR con 48 milioni di euro a livello regionale, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo le perdite idriche lineari e intervenire sulle condotte strategiche con tecnologie non invasive 
    impegno educativo con il coinvolgimento delle scuole e iniziative per un uso consapevole dell’acqua.

“Comunità che si prende cura dell’acqua”

A chiudere il quadro è la riflessione del presidente del CeVI Marco Iob, che ha richiamato la sfida climatica e la necessità di una gestione pubblica e partecipata: “La domanda di acqua è in aumento e la disponibilità di acqua di buona qualità rischiando di diminuire a fronte degli effetti dei cambiamenti climatici; dobbiamo assumerci a tutti i livelli di salvaguardare l’acqua e gestirla in modo pubblico e partecipazione; questo è il senso delle Blu Communities: Comunità che si prendono cura dell’acqua”.

Con la certificazione Blue Community, Udine si colloca all’interno di un percorso internazionale che richiede continuità, investimenti e partecipazione. Un risultato che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta ora a trasformarsi in un modello replicabile anche da altri Comuni italiani.


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